14.02.2020 – 14.45 – La questione climatica ed ambientale non è mai stata così centrale e rilevante, sia sul piano politico che mediatico, come lo è stata negli ultimi tempi. Ma se da un lato parte dell’Europa sembrerebbe essere orientata sempre di più verso l’attuazione di politiche tese alla sostenibilità ambientale e ad un’economia cosiddetta “Green”, dall’altro, nel cuore dei Balcani, si fanno i conti con una grave e sempre più crescente emergenza relativa proprio all’inquinamento. Secondo lo studio pubblicato a inizio gennaio “2019 Pollution and Health Metrics: Global, Regional and Country Analysis“, prodotto dalla Global Alliance on Health and Pollution (Gahp), la Serbia si posiziona infatti al primo posto in Europa – e nono a livello mondiale – per decessi correlati all’inquinamento. Nello specifico è proprio la capitale del Paese, Belgrado, la città che risulta essere maggiormente colpita da questo fenomeno. Con l’arrivo dell’inverno e la convergenza di diversi fattori tra i quali l’assenza di vento e piogge, l’alta pressione atmosferica e il drastico aumento dello smog, i fumi tossici prodotti da caldaie, fabbriche e traffico rimangono infatti “intrappolati”, avvolgendo l’eterna Città Bianca in una densa nube tossica di smog che si manifesta in modo quasi tangibile con la presenza della nebbia.
La gravità della situazione ha scatenato il panico tra la cittadinanza, allarmando le stesse autorità locali, inizialmente restie a denunciare pubblicamente il fenomeno, al punto tale che il sindaco di Belgrado Zoran Radojičić ha proposto la proclamazione dello stato di emergenza ambientale. Per “tamponare” momentaneamente il danno è stata limitata la circolazione di auto e veicoli particolarmente inquinanti, raccomandando – tramite l’Istituto di salute pubblica di Belgrado “Dr. Milan Jovanović Batut” – ai cittadini affetti da problemi respiratori di non passare troppo tempo all’aperto, in particolare nelle ore serali e mattutine, ovvero quelle in cui è stata segnalata una maggiore presenza di smog. La questione ha inoltre avuto ripercussioni anche all’interno del dibattito politico del Paese, con l’accusa di immobilismo da parte dell’opposizione nei confronti dei vertici nazionali, ritenuti colpevoli di ignorare la salute dei cittadini, e chiedendo le dimissioni del ministro dell’Ambiente Goran Trivan.
Il Presidente della Repubblica di Serbia, Aleksandar Vučić, in un’intervista nel programma TV Prva Morning, pur affermando di riconoscere l’effettiva gravità del fenomeno e rilevando come esso sia stato “trascurato per decenni”, ha al contempo accusato i media locali perché artefici di una “campagna mediatica” volta a seminare il panico ed un generale allarmismo tra la popolazione.

Vučić ha inoltre sottolineato come il problema maggiore, attualmente, sia rappresentato da un livello molto più elevato di traffico stradale, causa di quasi il 20 per cento dell’inquinamento totale, a cui si affianca l’utilizzo del riscaldamento a carbone e del legno prevalentemente utilizzato al di fuori dei centri urbani. Secondo il Presidente serbo, quindi, sarebbe necessaria una maggiore sensibilizzazione sul tema anche nei confronti della popolazione stessa che, sempre secondo Vučić, sarebbe inevitabilmente in parte “causa” del fenomeno.
Il Presidente, infine, rispondendo in merito alla domanda su quali saranno i provvedimenti che il Governo serbo ha intenzione di mettere in atto per arginare e (possibilmente) risolvere il problema, ha dichiarato la necessità di orientare il Paese verso l’introduzione ed un sempre maggiore utilizzo di energie rinnovabili. Lo stesso Vučić ha tuttavia al contempo ribadito che, realisticamente parlando, la completa risoluzione del problema richiederà come minimo sei o sette anni, evidenziando, inoltre, come vi sia un limite di carattere prevalentemente economico, a causa della necessità di “ingenti investimenti in questo campo”, affinché si renda possibile un effettivo arginamento del fenomeno.
[Fonti: Ansa, SkyTG24, B92 “An emergency meeting called due to air pollution in Serbia“, “Yes, there is a panic over air pollution”, Vucic said, sending a message to Trivan“]


