14.05.2020 – 13.51 – Il colosso industriale tedesco Thyssenkrupp vuole rinvigorire la sua controllata Marine Systems (TKMS) attraverso un’intesa con l’italiana Fincantieri: obiettivo finale creare una joint venture per il settore della difesa europea. La teutonica TKMS costruisce sottomarini e navi di superficie, ma agisce in un contesto economico, quale quello militare, altamente volatile e dipendente dalle autorità politiche. Un’alleanza con Fincantieri permetterebbe di rafforzare l’attività; se la joint venture entrasse in porto produrrebbe ricavi per 3,4 miliardi.
Come riporta Reuters Italia, Thyssenkrupp ha rifiutato di confermare l’intesa; Fincantieri invece ha accennato che un esito positivo dei colloqui sarebbe un grande passo in avanti.
Un portavoce ha spiegato che “per Fincantieri resta auspicabile il consolidamento dell’industria europea della difesa e il programma comune con i tedeschi per la costruzione di sommergibili costituisce un’occasione concreta per parlare di futuri scenari di consolidamento”.
Il CEO Giuseppe Bono ha sempre voluto consolidare l’industria navale europea, ovviamente con un ruolo da leone svolto da Fincantieri; Bono ha inoltre già trattato un’analoga partnership con la francese Naval Group. Tuttavia una joint venture di questo genere dovrebbe ricevere la “benedizione” di entrambi i governi, italiani e tedeschi. Se l’incondizionato appoggio del Governo Conte all’industria militare italiana nel periodo del lockdown lascia sottintendere un sì, meno convinta potrebbe essere la Germania.
Si potrebbe infatti preferire una soluzione “nazionale”, rivolta ai soli tedeschi.
Non è forse un caso che la Thyssenkrupp a sua volta stia negoziando per fondere TKMS con le rivali tedesche Luerssen e German Naval Yards (GNYK) per creare un campione nazionale che conservi nel bacino germanico posti di lavoro e tecnologia.


