4.12.2019 – 10:56 – Quest’oggi il Consiglio Regionale del Friuli Venezia-Giulia affronta l’esame del ddl 70, “Riorganizzazione dei livelli di assistenza, norme in materia di pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria e modifiche alla legge regionale 6/2006 e alla legge regionale 26/2015” a partire dagli interventi dei relatori, primo a intervenire per la maggioranza è stato il consigliere regionale del carroccio Ivo Moras.
“La riforma che ci apprestiamo a votare – ha dichiarato – rappresenta la logica conseguenza del cammino intrapreso un anno fa, con l’approvazione della Legge 27/2018 con la quale venivano gettate le basi per la programmazione e riorganizzazione del sistema sanitario friulano”.
Con questa premessa Moras ha voluto riassumere le tematiche sulle quali è imperniato il disegno di legge n.70, ovvero: far evolvere il sistema in coerenza con l’evoluzione dei bisogni; assumere come punto di riferimento la persona e le sue relazioni; valorizzare le buone prassi già presenti nel territorio regionale, in materia sociosanitaria.
“I fattori considerati – ha elencato Moras – sono il progressivo invecchiamento della popolazione, la necessità di integrazione socio-sanitaria e assistenziale come logica di gestione dei casi complessi, il ruolo del Distretto quale Centro per Committenza, Controllo, Integrazione e Presa in Carico, il modello HUB&SPOKE come logica di differenziazione e specializzazione della rete ospedaliera, le reti quali strumenti di progettazione dell’articolazione dei servizi, finalizzata alla presa in carico e al coinvolgimento attivo di tutti gli attori istituzionali e non istituzionali, il ruolo – infine – del terzo settore in una logica di sussidiarietà orizzontale (coprogettazione e coproduzione).
Il fatto di mettere al centro la domanda di salute del cittadino è un cambiamento di prospettiva che dall’ottica del “pacchetto di servizi” si sposta alla pianificazione di una risposta flessibile ed articolata, basata sui bisogni dell’individuo e del suo contesto di vita: una risposta personalizzata che verrà concretizzata attraverso il budget di cura ed il budget di salute.
‘’E’ un impegno – ha spiegato il consigliere – che si realizzerà con gradualità per rendere sostenibile il processo di cambiamento sia in termini economici che culturali, con un progressivo spostamento di risorse dall’ospedale al territorio attraverso differenziazione e specializzazione e che permetterà un controllo delle Liste di attesa migliorando progressivamente la capacità di governo della domanda; il modo di procedere avviene attraverso una delegificazione della materia e il rinvio allo strumento dell’atto amministrativo; la riforma pertanto è una legge generale e astratta, in grado di rispondere alle effettive esigenze – ha detto ancora il relatore – affidando il compito di fornire la risposta a chi è maggiormente a conoscenza del problema.
Uno degli obbiettivi perseguiti è quello di consapevolizzare l’individuo nel seguire corretti stili di vita e percorsi di prevenzione, l’intero ddl è improntato all’innovazione continua dei servizi per la produzione di benessere, dalla dimensione sanitaria, a quella relazionale, sociale, economica e ambientale, in un impianto che coinvolge il pubblico e il privato convenzionato, puntando a formare rete partendo dai medici di medicina generale di assistenza primaria e di continuità assistenziale, sino a giungere alle farmacie convenzionate in quanto luoghi che possono assurgere a primi punti salute; definendo con precisione il governo della presa in carico e la funzione della relativa centrale operativa, affrontando anche temi fondamentali come quelli della sanità digitale e dello sviluppo tecnologico; dando ampio spazio alla pianificazione e programmazione sanitaria e sociosanitaria, con la definizione degli obiettivi strategici e il coinvolgimento degli enti locali, delle università regionali, delle organizzazioni maggiormente rappresentative del settore sanitario e sociale, gli organismi di tutela dei diritti dei cittadini e gli enti del terzo settore.


