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venerdì, 9 Dicembre 2022

Crisi Wärtsilä, al via un accordo tra sindacati e coreani per i motori marini

28.09.2022 – 15.22 – Inizia a sbrogliarsi l’intricata matassa alla base della crisi dello stabilimento Wärtsilä di Trieste. Il colosso finlandese ha infatti reso ufficiale la revoca della procedura di licenziamento dei 451 dipendenti a seguito della sentenza del tribunale del lavoro di Trieste, il quale aveva accolto l’accusa di comportamento antisindacale. La revoca è temporanea, la partita ancora aperta: non si esclude che i legali facciano opposizione nel prossimo futuro.
Durante la mattinata odierna è stato inoltre rimandato al 5 ottobre il ricorso ex 700 del Codice di procedura civile presentato dalla Regione Friuli Venezia Giulia in merito alla procedura di dismissione avviata inizialmente da Wärtsilä.
Il cantiere coreano Daewoo, a seguito di un incontro con i sindacati, potrà inoltre caricare a bordo della nave Uhl Fusion i 12 motori, finora bloccati nello stabilimento. L’accordo è avvenuto tra i sindacati FIM FIOM, UILM, RSU di WIT di Trieste; ma se ne è tirato fuori la USB, dissentendo su questa concessione.
I sindacati hanno concesso che i motori venissero caricati a patto di tre condizioni, ovvero che la Daewoo condannasse sulla stampa internazionale il comportamento di Wärtsilä; che sostenesse, nei rapporti con Wärtsilä, la strategicità del sito di San Dorligo della Valle; e, va da sé, che caricasse soltanto i 12 motori di esclusiva proprietà coreana e nient’altro.
L’operazione dovrebbe avvenire giovedì, con la ripartenza venerdì o sabato; intanto la nave è ormeggiata presso il canale navigabile. Occorre notare che non partiranno invece gli altri 6 motori ancora nello stabilimento, di esclusiva proprietà finlandese. Il blocco pertanto non è stato interrotto, anzi.

Un grave errore, secondo invece Sasha Colautti dell’USB Lavoro Privato, aver permesso l’operazione di carico dei motori: questi infatti erano “un elemento di forza inequivocabile e oggi avviene senza alcuna garanzia sui posti di lavoro, né sulla prosecuzione delle attività produttive”. Insomma, secondo USB, tutto ciò che si è ottenuto “è una non meglio specificata denuncia pubblica da parte dei Coreani, un suggello politico alla strategicità del sito”.

[Aggiornamento ore 17:05] A breve distanza dalle critiche di USB, è giunto anche l’intervento di UGL-Metalmeccanici, anch’essi in disaccordo con la scelta di lasciar caricare i 12 motori coreani: la nota stampa sottolinea in particolare che “Non emerge infatti nessun tavolo di trattative già avviato con Wartsila, ne alcun piano strategico a tutela delle competenze tecnologiche, delle capacità delle maestranze e l’importanza geografica del sito”. Una scelta pertanto che “Non comprendiamo” specie considerando che i 12 motori rimanessero “oggetto fondamentale al tavolo della trattativa”.

[z.s.]

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Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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