04.11.2019 – 07.45 – Se i tempi per la visita medica e per i relativi esami non verranno rispettati, il cittadino avrà diritto a un rimborso. E se le scadenze non verranno osservate, i dirigenti delle Aziende sanitarie non riceveranno premi e sulla lunga durata saranno passibili di risoluzione contrattuale. Sono le novità contenute dal piano regionale per il governo delle liste d’attesa (Prgla), adottato dal Friuli Venezia Giulia su proposta del vicegovernatore Riccardo Riccardi, che promette così “una nuova stagione, nella quale non sarà più il cittadino a doversi adeguare al Servizio sanitario ma, al contrario, toccherà al sistema pubblico rispondere in modo sempre più puntuale alle esigenze del territorio”.
A seguito di questi cambiamenti, gli Irccs e le Aziende Sanitarie avranno ora due mesi – 60 giorni, per l’esattezza – per dotarsi di un nuovo Programma attuativo aziendale o per aggiornare quello in vigore.
Accanto alla definizione di “primo accesso”, che indica la prima visita o il primo esame diagnostico, il Prgla introduce la definizione di “altro accesso” per le prestazioni che saranno erogate direttamente dalla struttura che si è già fatta carico del primo accesso.
Un’ulteriore novità riguarda le classi di priorità delle prestazioni, che sono ridefinite dal Piano nazionale: per l’urgenza, in relazione alla gravità, si passa dalle 24 alle 72 ore, mentre per le prestazioni programmate i tempi si accorciano passando dai 180 giorni ai 120 giorni a partire dall’1 gennaio 2020. L’utente sarà tenuto ad accedere al sistema di prenotazione non oltre le 72 ore se in presenza di una priorità Urgente, 4 giorni in caso di priorità Breve, 30 per la Differita e 120 per la Programmata. Quanto alle prestazioni con priorità P, esse entreranno nel sistema di monitoraggio/controllo nazionale cui obbligatoriamente ogni Regione partecipa. Oltre alle 43 prestazioni soggette a monitoraggio previste a livello nazionale, l’Amministrazione individuerà infine ulteriori interventi di interesse regionale che saranno oggetto di screening.
L’altra novità concerne la semplificazione dei livelli di gestione del Cup, che sarà articolato su due livelli, uno regionale e uno aziendale, assegnando al primo il compito di garantire l’accesso alle prestazioni indipendentemente dal luogo di residenza dell’utente, creando così la necessaria circolarità alle prestazioni sanitarie.
Gli obiettivi, secondo il vicegovernatore, saranno di garantire trasparenza e comunicazione sulle liste d’attesa da parte delle Aziende; così come sulle modalità di accesso alla prenotazione delle prestazioni e sugli strumenti di garanzia in caso di sforamento dei tempi massimi. Il tutto verrà sottoposto al controllo e al coordinamento dell’Organismo paritetico regionale, composto dalle organizzazioni sindacali della dirigenza medica, veterinaria e sanitaria e dai rappresentati delle organizzazioni degli utenti.


