Lavoro, Rosolen: “Nuova stagione della formazione. Necessario creare figure richieste dal mercato”

15.10.2019 – 13.30 – “Una nuova stagione della formazione: più mirata, più precisa, modellata di concerto tra Regione, tessuto sociale, enti datoriali, parti sociali ed enti di formazione. Un percorso condiviso, strutturato, costruito su misura, che offra opportunità e tolga alibi: il nuovo corso nasce sotto la stella di un’assunzione di responsabilità collettiva, cui nessuno può e deve sottrarsi”. Questi i nuovi cardini formativi illustrati dall’assessore a Formazione e Lavoro del Friuli Venezia Giulia, Alessia Rosolen, nel corso della periodica seduta del Tavolo di Concertazione. “Potenziamento del ventaglio dell’offerta di stage, tirocini e vacancies” ha quindi specificato l’assessore “per alzare l’asticella della responsabilizzazione e dell’efficacia di queste misure. Una spinta decisa nella direzione della digitalizzazione delle imprese (impresa 4.0 o manifattura digitale), con percorsi innovativi per formare figure esecutive altamente specializzate”.
“Non più e non solo operai generici” ha aggiunto “ma lavoratori con professionalità e competenze ricercate. Nuovi corsi di inglese, tedesco e lingue emergenti. Esempi concreti di compenetrazione tra formazione, alta formazione e innovazione per avvicinare domanda e offerta del mercato del lavoro, tramite tecnologie e strumentazioni all’avanguardia”.
“Non basta rincorrere le dinamiche del mercato del lavoro” ha quindi ribadito “ma serve un potenziamento della fase proattiva di anticipazione dei flussi e creazione di profili nuovi, specializzati“.

L’assessore ha poi parlato di svolta, annunciando il nuovo corso del piano integrato delle Politiche per l’Occupazione e per il Lavoro, lanciando il modello Fincantieri quale paradigma di riferimento ed esempio fattivo del nuovo modello compartecipato della formazione.
“Sono in fase di presentazione e valutazione tre percorsi formativi per perfezionare profili lavorativi per saldatura, carpenteria e tubisteria. I corsi” ha annunciato “dureranno tre le 522 e le 600 ore e partiranno tra dicembre e i primi mesi del 2020. Questa è una dimostrazione lampante di quanto sia necessario rafforzare una rete che metta assieme tutti i soggetti che gravitano nell’orbita del lavoro e della formazione”.
“Abbiamo fatto un’analisi dei risultati ottenuti dal piano in questi anni (Pipol nasce nel 2014)” ha sottolineato ancora “e ne abbiamo tratto una serie di riflessioni. Ci sono interventi urgenti che porremo in essere già dalle prossime settimane. Diversi monitoraggi certificano il livello insufficiente raggiunto nell’apprendimento delle lingue straniere, motivo per il quale partiamo con percorsi di inglese e tedesco cui aggiungiamo moduli di lingue emergenti. Quali? Qui entra in gioco l’assunzione di responsabilità collettiva. Sarà il tessuto produttivo, attraverso tavoli coordinati e costanti per monitoraggi e confronti, a indicarci cosa serve. Quali sono le lingue più richieste in porto, per esempio? O tra le imprese che fanno export? Siamo disponibili a valutare l’attivazione di corsi di russo, di turco o anche di altre lingue dell’Europa dell’Est. Alla base, ci sarà il confronto. Poi, la scelta”.

Altro aspetto base affrontato dall’assessore riguarda invece il rafforzamento dei Centri per l’Impiego e “la scelta politica di mettere il servizio pubblico al centro dell’agenda e al servizio dei cittadini e delle imprese.” Come spiegato da Rosolen. “Stiamo lavorando per mettere assieme azioni finanziate dal Fondo sociale europeo e da contributi regionali (Politiche attive per il Lavoro): l’obiettivo è snellire le procedure e creare un capitolo di spesa unico, all’interno del quale inserire eventuali differenziazioni. Ancora una volta diventa determinante l’apporto di tutti: aziende, enti di formazione e Regione devono lavorare per alzare il livello dell’offerta dei Cpi e renderli davvero determinanti per collocare e ricollocare persone alla ricerca di un impiego”.
“È altresì necessario” ha poi concluso l’assessore “accettare l’idea che, ormai, la formazione è diventata apprendimento permanente. Chiunque voglia essere competitivo sul mercato deve avere l’elasticità e la consapevolezza che ogni competenza, ogni professionalità deve essere sviluppata e arricchita in corso d’opera. Chi si occupa di formazione non può e non deve cristallizzarsi su modelli standard in quanto servono lungimiranza, coraggio e visione. Ovviamente, la politica non solo non può chiamarsi fuori, ma deve interpretare un ruolo di guida e coordinamento”.

[C.S.]