06.09.2019 – 17.59 – Il futuro del Porto di Trieste? Corre sui binari e si dota di un “riciclo” accurato di strutture e logistica. Non ha dubbi in proposito Zeno D’Agostino, Presidente dell’Autorità Portuale di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, intervenuto alla prima conviviale di settembre allestita dal Rotary Club Trieste allo Star Hotel Savoia Excelsior sulle Rive. Incontro dal titolo emblematico, targato infatti “Futuro del Porto e Porto del futuro”, ma in grado di suggerire un ventaglio piuttosto intenso di indicazioni e analisi. Si parte dai numeri, quelli che attestano un incremento del traffico ferroviario, vedi il picco del 55 per cento registrato nel transito nel 2018 e la continuità maturata nel primo semestre di quest’anno. I motivi? L’aumento dei rapporti commerciali con l’Ungheria (28 treni alla settimana) con il Lussemburgo (12) ma anche con la Germania e l’Austria.
La strada, o meglio, una delle strade più percorribili in termini di sviluppo, è quindi l’assetto ferroviario a supporto del Sistema Portuale, tema, come annunciato da D’Agostino durante la sua esposizione al Rotary Club Trieste, che deve condurre a ulteriori sviluppi entro il 2025 sulla base dell’investimento di circa 200 milioni di euro (vedi il nuovo allaccio previsto in Molo 5).
Insomma, per uno che da piccolo amava proprio i modellini ferroviari, la fase di sviluppo del Sistema Portuale sembra garantire l’orizzonte più probante. Non è tutto, anzi. Attorno al progetto di decollo portuale – di taglio triestino ma anche delle aree annesse al Sistema, vedi Monfalcone sino a Cervignano e dintorni – gravitano altre ipotesi. D’Agostino crede infatti in una sorta di “riutilizzo” di strutture e sedi: “È troppo facile annunciare grandi interventi e poi incappare nella burocrazia e problematiche varie”, ha sottolineato più volte nel suo intervento in chiave rotaryana, “se abbiamo già degli elementi vanno riutilizzati, valorizzati, mettendo a posto quindi quanto già esiste e darne un nuovo corso. Credo sia la cosa più intuibile e che possa evitare i rischi dei contenziosi, della tempistica e dei bandi. L’esempio della Wärtsilä è qui illuminante”, ha aggiunto, “abbiamo dialogato con il territorio e sfruttato le varie fonti di vantaggio sul luogo”.
Questo dunque il futuro indicato da D’Agostino, panorama che tiene naturalmente conto del fattore occupazionale (“In rialzo su tutti i fronti”) e dell’ottica di espansione e offerta internazionale. Anche perché, ha concluso il Presidente di Sistema Portuale, “il futuro del Porto non è il Porto stesso ma quanto troverà fuori da esso, sul mercato mondiale”.
[G.d.C.][foto di repertorio, Trieste All News – Zeno D’Agostino]


