19.07.2019 – 14.45 – Partito da Ronchi al comando di un plotone di 2600 soldati, fanti ed artiglieri, Gabriele d’Annunzio, all’alba del 12 Settembre del 1919 partì alla volta di Fiume, per annettere la città quarnerina al Regno d’Italia e vendicare la cosiddetta ‘’Vittoria Mutilata’’ maturata in seguito alla conclusione della prima guerra mondiale.
All’ardito plotone si aggregò, un gruppo di volontari capitanati dal carismatico ed eccentrico tenente milanese Guido Keller, il quale mise a disposizione un cospicuo numero di autocarri per facilitare l’incedere delle truppe.
Durante il viaggio verso Fiume, alla colonna di ribelli si uniranno anche alcuni gruppi di bersaglieri che in realtà avrebbero dovuto ostacolarli.
Oltrepassato il confine orientale, presidiato dal generale Vittorio Pittaluga, dopo essersi congiunto con la Legione Fiumana del capitano Giovanni Host-Venturi, alle 11 e mezzo, D’Annunzio entrò a Fiume a bordo di una FIAT 501, acclamato dalla popolazione italiana e dai volontari lì presenti. Le truppe interalleate al comando della cittadina si ritirarono per evitare spargimenti di sangue e nel tardo pomeriggio, il poeta vate, proclamerà l’annessione di Fiume all’Italia.

La Fiat 501:
La Fiat 501 fu una delle primissime automobili europee a ritornare in produzione nel primo dopoguerra.
La vettura fu inizialmente presentata con carrozzeria Torpedo a quattro porte ed un prezzo ‘’contenuto’’ di 32.000 lire.
Rimasta in produzione fino al 1925, la 501 guadagnerà nel corso degli anni un gran numero di allestimenti e versioni, come la berlina, la sport e la diffusissima ‘’Taxi’’.
Nei primi anni ‘20, l’industria automobilistica italiana (ma anche quella delle altre potenze europee), stava attraversando un periodo estremamente difficile sul lato economico a causa degli elevati costi di riconversione delle fabbriche (da belliche a civili) e alla concorrenza spietata della neonata Ford Model T, vettura che, oltre oceano, era diventata in pochi anni una vera e propria bestseller.
La Fiat 501 ha rivestito, inoltre, una particolare importanza per la storia della motorizzazione del nostro paese in quanto va considerata come il primissimo esempio di automobile utilitaria, pensata per essere un veicolo di massa, versatile, dai bassi costi di mantenimento e che potesse essere acquistata anche da famiglie di ceto medio.
La vettura fu prodotta in circa 70.000 esemplari; un vero primato per l’epoca.
Attualmente, l’esempare appartenuto a Gabriele d’Annunzio, è esposto presso il ”Salone degli Incanti”, a Trieste, in occasione della mostra ”Disobbedisco”, esposizione curata dal Direttore del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, per celebrare in terra giuliana il centenario dell’impresa di Fiume.


