“Magnifici Ritorni”: ritorna dopo due secoli la “Venere di Aquileia”

04.06.2019 – 12.39 – Questo 2019 segna i duemiladuecento anni dalla fondazione di Aquileia e gli oltre duecento anni dallo storico legame tra la città adriatica e Vienna, all’alba della Restaurazione (1817). Un momento storico festeggiato attraverso un viaggio alle radici di Aquileia, dai primi insediamenti romani sotto la Repubblica, al periodo imperiale, alla tarda antichità. È il percorso proposto presso la mostra “Magnifici Ritorni“, che verrà inaugurata questo sabato 8 giugno, presso il Museo Archeologico Nazionale di Aquileia. Nell’occasione la Mostra ospiterà ben 120 manufatti, tra statue, gioielli e vasellame, proveniente dal Kunsthistorisches Museum di Vienna. Correva infatti l’anno 1817, quando 340 “tesori aquileiesi” vennero raccolti e successivamente esposti nella capitale dell’impero austriaco, andando a costituire una parte essenziale del patrimonio museale della città. Tra questi, 45 vennero restituiti dopo la Seconda Guerra Mondiale, ma solo oggi, nel 2019, altri 120 ritornano “in patria”, sebbene unicamente nella cornice della mostra. Un bel modo per rinsaldare il legame tra Aquileia e Vienna, tra il Friuli Venezia Giulia e l’Austria.

“Questo è un patrimonio che accomuna Italia e Austria: grazie alla mostra possiamo riportare in vita l’idea che la cultura è di tutti e che i tesori d’arte possono essere cogestiti e visti in più luoghi”, afferma Tiziana Coccoluto, Capo di Gabinetto del Ministro Alberto Bonisoli. Entusiasta anche il governatore Massimiliano Fedriga, che ha sottolineato quanto l’iniziativa affermi “la collaborazione storico culturale tra Italia e Austria, con Aquileia che è stata al centro del dialogo tra i popoli e le culture”. La mostra diventerebbe addirittura “un’operazione di carattere geopolitico”.

Organizzata dalla Fondazione Aquileia, dal Polo Museale del Friuli Venezia Giulia e dal Kunsthistorisches Museum di Vienna, la mostra offre al pubblico la possibilità di scoprire reperti archeologici aquileiesi, molti dei quali esposti per la prima volta dai tempi del loro ritrovamento. C’è davvero di tutto, tra i 120 reperti: dall’eredità pagana e raffinata del mondo classico, alle prime goffe espressioni del mondo cristiano. Statue, mosaici, gemme, bronzi… Tra i tanti, merita una menzione la “Venere di Aquileia“, rimasta abbandonata per anni nei depositi austriaci e solo recentemente restaurata grazie alla Fondazione Aquileia.

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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