3 luglio 2026 – ore 14:30 – Cinque agenti della Polizia penitenziaria sono indagati dalla Procura di Trieste nell’ambito dell’inchiesta sull’evasione di un detenuto di nazionalità pachistana, 32 anni, fuggito dalla casa circondariale Ernesto Mari lo scorso 14 dicembre. Agli agenti vengono contestate, a vario titolo, presunte negligenze nei controlli e violazioni degli ordini di servizio. Nei loro confronti è stato notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Secondo quanto riportato da Il Piccolo, nel registro degli indagati è stato iscritto anche il nome del detenuto, accusato di evasione aggravata dall’effrazione. Per i cinque agenti, invece, la Procura ipotizza la cosiddetta “colpa del custode”, ritenendo che una serie di omissioni nei controlli abbia reso possibile la fuga. L’evasione risale al 14 dicembre, giornata in cui il carcere ospitava la visita del vescovo per il Giubileo dei carcerati. In base alla ricostruzione dell’accusa, l’agente incaricato della sorveglianza durante l’ora d’aria non avrebbe rilevato il lenzuolo nascosto sotto il giubbotto del detenuto né avrebbe effettuato controlli adeguati al suo rientro. Anche la sentinella in servizio sul camminamento di ronda non si sarebbe accorta del detenuto, che si era nascosto sotto un telo.
Contestazioni vengono mosse anche ai due agenti che si alternavano nella sala monitor, mentre un ispettore è indagato per non aver disposto correttamente il personale in servizio. Secondo la Procura, avrebbe inoltre autorizzato la sospensione del servizio di sentinella alle 15.50 per destinare l’agente alle attività connesse alla visita giubilare, in violazione delle disposizioni previste per la sicurezza. Il detenuto riuscì ad arrampicarsi sul muro di cinta, tagliare la rete di recinzione e calarsi in via del Coroneo utilizzando un lenzuolo, sfruttando anche l’impalcatura di un cantiere. La sua assenza fu scoperta soltanto alle 17.30, durante la conta dei detenuti. Il 32enne venne rintracciato nove giorni dopo in Polonia e successivamente trasferito nel carcere di Viterbo.
Articolo di Francesco Viviani
Scacco al carcere, detenuto pakistano sfrutta i lavori e sparisce


