Pronto soccorso sotto assedio: operatore sanitario preso a pugni a Monfalcone

28 luglio 2026 – ore 15:00 – Un operatore sanitario è stato aggredito da un paziente all’interno del Pronto soccorso dell’ospedale San Polo di Monfalcone. L’episodio è avvenuto nella serata di lunedì 27 luglio, intorno alle 19, mentre il paziente si trovava in un ambulatorio per essere visitato. Secondo quanto riferito dalla Uil Fp Friuli Venezia Giulia, l’uomo, già noto ai servizi per precedenti comportamenti aggressivi, avrebbe colpito l’operatore con un pugno al collo. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il lavoratore ha riportato lesioni giudicate guaribili in otto giorni. Il segretario generale della Uil Fp Fvg, Stefano Bressan, ha espresso solidarietà all’operatore aggredito e al personale del Pronto soccorso, sottolineando che chi lavora nella sanità è spesso costretto a operare in condizioni di forte pressione. «Le aggressioni non possono più essere considerate episodi isolati o inevitabili», afferma il sindacato, chiedendo una maggiore presenza delle forze dell’ordine, sistemi di sicurezza efficaci, percorsi dedicati alla gestione dei pazienti a rischio e sostegno psicologico e legale per le vittime.

Non si tratta del primo episodio registrato nell’area dell’ospedale di Monfalcone. Lo scorso 20 aprile un ventisettenne aveva aggredito nel parcheggio della struttura una dipendente della Croce Rossa e un infermiere dell’Asugi durante le operazioni di soccorso. Entrambi avevano riportato lesioni con una prognosi di cinque giorni. Il giovane era stato arrestato dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Il caso si inserisce in un fenomeno che continua a interessare l’intero sistema sanitario regionale. Nel 2025, in Friuli Venezia Giulia, sono state presentate 563 segnalazioni di aggressioni, che hanno coinvolto complessivamente 791 operatori sanitari e sociosanitari. Gli infermieri risultano la categoria maggiormente colpita, con oltre 400 professionisti coinvolti, mentre 67 episodi sono stati registrati nei Pronto soccorso. A livello nazionale, nello stesso anno, le aggressioni segnalate sono state quasi 18 mila e hanno coinvolto oltre 23 mila lavoratori.

Articolo di Francesco Viviani

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