Trump: “Probabile ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia”

1 maggio 2026 – ore 7:30 – Il presidente americano Donald Trump ha definito probabile, in un prossimo futuro, il ritiro delle truppe statunitensi dall’Italia. Lo ha fatto durante un incontro alla Casa Bianca rispondendo a una domanda dei giornalisti, in relazione al fatto che 24 ore prima aveva dichiarato su Truth Social che una imminente riduzione delle truppe statunitensi in Germania è attualmente allo studio di Washington. A chi gli ha chiesto se stia valutando misure simili per la Spagna e per l’Italia, il presidente degli Stati Uniti ha risposto affermativamente, citando come motivo la mancata partecipazione alla guerra in Iran. “Sì, probabilmente lo farò”, ha detto Trump: “Perché non dovrei? L’Italia non ci è stata di alcun aiuto. E la Spagna è stata orribile. Sai, è la Nato. Quando avevamo bisogno di loro, non c’erano. Dobbiamo ricordarcelo”. Qui il video della dichiarazione, ripresa sui canali social ufficiali del presidente americano. Non è la prima volta che Trump parla di misure punitive verso gli alleati assenti nella guerra in Iran.

Inoltre un parziale disimpegno militare statunitense in Europa, allo scopo di spingere l’autonomizzazione di quest’ultima nel campo della difesa convenzionale, è un obiettivo dell’agenda America First citato anche nella nuova Strategia di sicurezza nazionale statunitense (Nss) pubblicata a fine 2025. Trump non ha specificato se intenda ritirare completamente o parzialmente i soldati americani dall’Italia, dove la presenza militare statunitense risale alla fine della Seconda guerra mondiale. Alla fine del 2025 in Italia c’erano 12.662 soldati statunitensi in servizio attivo distribuiti tra le basi militari di Vicenza, Aviano, Napoli e in Sicilia (fonte: dati del Defense Manpower Data Center del Pentagono citati da Reuters). Contattato dall’agenzia di stampa Ansa, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha reagito così, a proposito di un eventuale ritiro delle truppe statunitensi: “Non ne capirei le ragioni. Come è evidente a chiunque, non abbiamo usato Hormuz. E ci siamo anche resi disponibili ad una missione per proteggere la navigazione. Cosa che peraltro è stata molto apprezzata dai militari americani”.

Articolo di Lilli Goriup

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