1 maggio 2026 – ore 07:00 – Un avanzo generale di amministrazione di 277 milioni di euro e 64 milioni di tonnellate movimentate. È un pollice levato all’insù il rendiconto generale relativo all’esercizio 2025 del porto di Trieste approvato ieri, 30 aprile 2026, dal Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Il “quadro economico-finanziario” viene definito “solido e coerente con il percorso di sviluppo infrastrutturale e gestionale dell’Ente”. Guardando i singoli dati il rendiconto è stato innanzitutto chiuso con un avanzo generale di amministrazione di oltre 277 milioni di euro, di cui però la stragrande maggioranza, circa 266 milioni, vincolati al finanziamento degli investimenti in corso; un elemento che in effetti evidenzia come le opere in corso non stiano intaccando la gestione corrente. Il rendiconto inoltre prevede un saldo di cassa di 345 milioni di euro e un risultato di parte corrente pari a circa 24,5 milioni di euro, in crescita di circa l’8% rispetto al 2024 e di oltre il 150% sul 2022, interamente destinato alla copertura degli investimenti non finanziati.
Le entrate correnti superano i 76 milioni di euro, in aumento del 3,5 % rispetto all’esercizio precedente, con un incremento significativo delle entrate derivanti da tassa portuale e diritti di ancoraggio.
Nota invece dolente la questione della merce movimentata: è vero, nell’insieme lo scalo ha spostato 64 milioni di tonnellate, ma come è ormai noto il traffico container è stato in larghissima parte ‘cannibalizzato‘ da Koper e Rijeka, mentre le ferrovie, proprio perché così efficaci, sono ormai sature.
Il rendiconto ha inoltre permesso di ‘tirare le somme’ dei lavori in corso, tra piani PNRR e PNC: gli interventi prevedono l’ampliamento della radice del Molo VI per un importo di circa 7,5 milioni di euro, con finanziamento da fonti statali, regionali e risorse proprie, e la realizzazione del nuovo layout del piano di armamento ferroviario portuale di Campo Marzio per circa 24 milioni di euro, a carico di finanziamento statale e risorse proprie, mentre l’elettrificazione delle banchine nei porti di Trieste e Monfalcone comporta una spesa di circa 30 milioni di euro attinti dal Piano Nazionale Complementare al PNRR, e gli interventi per la produzione di energia da fonti rinnovabili e l’efficientamento energetico ammontano a circa 14 milioni di euro sempre dal Piano Nazionale Complementare al PNRR, così come lo sviluppo delle infrastrutture di ricarica per i mezzi portuali elettrici ha un costo previsto di circa 1,5 milioni di euro dal medesimo piano, e l’acquisizione e lo sviluppo delle aree di Noghere raggiunge i 70 milioni di euro (Piano Nazionale Complementare al PNRR), mentre l’ammodernamento infrastrutturale e funzionale del terminal container del molo VII richiede circa 38 milioni di euro (sempre dal Piano Nazionale Complementare al PNRR).
Infine sono previsti la manutenzione e il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria dei porti di Trieste e Monfalcone per circa 15 milioni di euro con risorse proprie, nonché l’adeguamento funzionale dell’infrastruttura ferroviaria e il rifacimento dei piazzali nel porto di Monfalcone per circa 2,4 milioni di euro, anch’essi con risorse proprie.
“L’approvazione del rendiconto 2025 conferma la solidità della gestione e la capacità dell’Ente di coniugare equilibrio finanziario e sviluppo infrastrutturale” ha dichiarato il presidente Marco Consalvo.
“I risultati raggiunti ci consentono di proseguire con determinazione nel percorso di rafforzamento competitivo del sistema portuale, sostenendo investimenti strategici, innovazione e sostenibilità, a partire dal Molo VIII, per il quale puntiamo all’assegnazione della gara entro la fine dell’anno. La competitività di Trieste incide direttamente sull’economia del nostro Paese e rappresenta anche un interesse che va oltre i confini nazionali, con una dimensione pienamente europea. In questo quadro è fondamentale un forte coordinamento con il Governo e con il MIT, insieme al supporto della Regione e delle istituzioni coinvolte, per garantire piena coerenza e continuità agli interventi strategici”.
Articolo di Zeno Saracino


