Meloni incontra Magyar: “Subito il porto ungherese di Trieste”

7 maggio 2026 – ore 16:00 – Il porto ungherese di Trieste torna al centro dei rapporti tra Italia e Ungheria dopo la vittoria elettorale di Péter Magyar, leader del partito Tisza e nuovo protagonista della scena politica di Budapest. Nel primo incontro ufficiale con la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni, Magyar ha definito il colloquio “di successo e promettente”, indicando tra i temi condivisi anche il completamento del porto ungherese nel capoluogo giuliano. Nel messaggio diffuso sui social dopo il vertice, il premier designato ha sottolineato la volontà comune di sostenere gli investimenti reciproci e “l’immediato completamento del porto ungherese di Trieste”, infrastruttura ritenuta strategica per garantire a Budapest un accesso diretto all’Adriatico e ai traffici commerciali mediterranei.

Il progetto rappresenta uno dei principali investimenti esteri nello scalo giuliano e mantiene una forte centralità economica e geopolitica per Trieste. L’area logistica acquisita dal governo ungherese negli anni scorsi punta infatti a rafforzare il ruolo del porto triestino come porta d’ingresso verso l’Europa centrale, collegando i mercati ungheresi e danubiani alle rotte marittime internazionali. Per il sistema portuale del Friuli Venezia Giulia, il dossier ungherese continua a essere considerato strategico anche alla luce della crescita dei traffici ferroviari e intermodali che fanno capo allo scalo triestino. Il porto di Trieste è infatti uno dei principali hub logistici del Mediterraneo per le merci dirette verso Austria, Ungheria, Slovacchia e Balcani. Le dichiarazioni di Magyar assumono particolare rilievo perché arrivano all’indomani della svolta politica ungherese che ha sancito la fine dell’era di Viktor Orbán dopo sedici anni di governo. Il nuovo esecutivo, pur con una linea più europeista rispetto al passato, sembra quindi intenzionato a mantenere continuità sui principali asset strategici internazionali, a partire proprio dal progetto triestino.

Articolo di Francesco Viviani

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