Lo Jutificio Triestino, ecco cos’era la futura sede 118 in via Italo Svevo

20 maggio 2026 – ore 07:00 – Il grande pachiderma di vetrate e mattoni dell’ex Jutificio Triestino, tra via Italo Svevo e via dei Lavoratori, verrà abbattuto onde costruirvi la nuova sede del 118. Il contratto di acquisto è stato siglato lunedì 18 maggio tra la direzione Patrimonio della Regione Friuli Venezia Giulia e l’Agenzia del Demanio. L’acquisto, dal costo di mezzo milione di euro (500mila), è stato finanziato con risorse dalla regione Friuli Venezia Giulia e aprirà la strada alla demolizione del complesso e alla costruzione di una nuova centrale operativa per il 118. L’insieme era di proprietà del Demanio, ma il piazzale era ancora in uso; c’era stato un tentativo di vendita nel 2018, con un’asta fallimentare a 670mila euro. La direzione patrimonio, per conto dell’ASUGI, ha dunque fatto un ottimo affare, specie considerando la centralità della zona, incuneata tra la sede della Trieste Trasporti e i Vigili del Fuoco.
Non c’è ancora un cronoprogramma sui tempi necessari per la demolizione e costruzione della nuova centrale operativa; tenendo a mente che il piazzale è già utilizzabile, ma l’intera area edificabile rimane piuttosto vasta, sui 3600 metri quadri.

Ultima scheggia di un vasto retroporto un tempo presente nel quartiere, dalla fabbrica Macchine S. Andrea all’ex Arsenale del Lloyd, lo Jutificio Triestino venne costruito nel 1901 da un gruppo di commercianti locali: dapprima consorzio e poi società per azioni, lo Jutificio Triestino lavorava la juta che giungeva, per la gran parte, direttamente dal mare, rivendendola in Europa. Uno dei principali acquirenti era l’Inghilterra; in generale la fabbrica produceva una media di 25mila quintali di prodotto. Nel secondo dopoguerra, come molti magazzini, l’area esterna della Risiera e innumerevoli altri edifici, anche lo Jutificio fu riutilizzato come campo profughi per gli esuli.
Sotto il profilo strutturale, lo Jutificio si compone di un corpo di fabbrica elevato su tre piani, caratterizzato dalle grandi finestre, oggigiorno coperte dall’ombra della Sopraelevata. La fabbrica aveva anche una grande ciminiera di mattoni rossi, di ben 50 metri, poi demolita nel 2012. Lo stato di conservazione era già stato giudicato dieci anni fa quale pessimo e pertanto non vi dovrebbero essere impedimenti a livello di tutele storico-architettoniche.

“L’avvio di questo percorso – ha commentato l’assessore regionale alla Salute Riccardo Riccardi – consentirà di dotare Trieste di una nuova sede del 118 moderna, funzionale e adeguata agli standard richiesti da un sistema di emergenza sempre più complesso. La futura struttura sarà progettata per garantire la massima operatività del personale e tempi di risposta ancora più efficaci, in un settore nel quale rapidità e organizzazione fanno la differenza. Si tratta di un investimento importante sulla sicurezza sanitaria del territorio e sulla qualità dei servizi assicurati alla comunità”.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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