7 maggio 2026 – ore 10:00 – Prosegue l’emergenza sanitaria a bordo della MV Hondius, isolata al largo di Capo Verde dopo un sospetto focolaio di hantavirus che avrebbe provocato tre morti e almeno otto casi di contagio, tra confermati e sospetti. L’imbarcazione, con circa 150 persone a bordo tra passeggeri ed equipaggio, è diretta verso Tenerife, dove è previsto l’attracco sabato. Tre persone con sospetta infezione sono state evacuate nelle ultime ore: un cittadino britannico di 56 anni, un tedesco di 65 e il medico olandese della nave, 41 anni, inizialmente ricoverato in gravi condizioni ma successivamente dato in miglioramento. Secondo quanto riferito dal Ministero dell’Interno spagnolo, l’evacuazione dei passeggeri inizierà l’11 maggio. Fino all’arrivo degli aerei predisposti per il rientro nei rispettivi Paesi, tutti resteranno a bordo. La ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles, ha confermato che i 14 cittadini spagnoli presenti sulla nave potranno trascorrere un periodo di quarantena nell’ospedale militare Ospedale Gómez Ulla, ma solo su base volontaria e previa firma di un consenso informato. Nelle ultime ore è emerso anche un caso in Svizzera: un cittadino rientrato dopo aver viaggiato sulla Hondius è risultato positivo al virus ed è ricoverato a Zurigo. La moglie, pur asintomatica, è stata posta in isolamento precauzionale.
L’Organizzazione mondiale della sanità sta coordinando il tracciamento internazionale dei contatti, in particolare delle 23 persone sbarcate a Sant’Elena il 21 aprile, prima che la situazione sanitaria a bordo degenerasse. “Non si può escludere una trasmissione da uomo a uomo”, ha dichiarato Maria Van Kerkhove. “Alcuni casi hanno avuto contatti molto ravvicinati”. L’Oms continua comunque a definire “basso” il rischio per la popolazione generale, sottolineando che l’hantavirus “non si diffonde come influenza o Covid-19”. La Hondius, nave da spedizione olandese con 82 cabine, era salpata da Ushuaia il primo aprile per una crociera scientifica e naturalistica nell’Atlantico meridionale. Durante il viaggio erano previste tappe in Antartide, Georgia del Sud, Tristan da Cunha, Sant’Elena e Isola di Ascensione, con escursioni dedicate anche al birdwatching. Gli esperti stanno cercando di capire se il contagio sia avvenuto durante una delle soste a terra oppure se il virus sia stato introdotto a bordo da un passeggero già infetto. Tra le ipotesi al vaglio anche una possibile trasmissione interumana tra persone entrate in stretto contatto. Intanto crescono le polemiche sulla gestione iniziale dell’emergenza. Alcuni passeggeri sostengono che dopo il primo decesso, avvenuto il 12 aprile, l’equipaggio avesse parlato di “cause naturali”, senza introdurre particolari misure di sicurezza. Video diffusi online mostrano il comandante della nave rassicurare gli ospiti sulla sicurezza a bordo. Nelle settimane successive, però, altri passeggeri si sono ammalati e il bilancio delle vittime è salito a tre.
Articolo di Francesco Viviani


