27 aprile 2026 – ore 11:30 – Definito da molti il “volto televisivo” dell’antico Egitto, Zahi Hawass è considerato una delle icone più popolari dell’archeologia contemporanea. Divulgatore inconfondibile per la sua presenza scenica, il suo stile coinvolgente e il suo cappello a tesa larga, ha saputo portare nelle case di milioni di spettatori il fascino delle piramidi. E proprio quest’anno, Zahi Hawass è tornato in Italia con una nuova, attesissima tournée nazionale, che sta attraversando in questi giorni alcune delle principali città della Penisola. Tra le diverse tappe in programma c’è anche Trieste, città storicamente affascinata dai segreti dell’antico Egitto: alle 20:30 di domani, martedì 28 aprile, l’archeologo sarà protagonista di un incontro aperto al pubblico presso la Sala Luttazzi, al Magazzino 26. L’appuntamento, a ingresso libero, sarà accessibile a un pubblico ampio e variegato: non solo studiosi e appassionati, ma anche curiosi e lettori interessati a conoscere da vicino una delle personalità più riconoscibili e autorevoli del panorama culturale internazionale.
Figura carismatica e spesso al centro dell’attenzione mediatica, Zahi Hawass è considerato uno dei massimi esperti mondiali di egittologia. Per decenni è stato alla guida del Consiglio Supremo delle Antichità in Egitto e ha contribuito in modo determinante a scavi, ricerche e sorprendenti scoperte nella Valle dei Re e sull’altopiano di Giza. Il suo lavoro ha portato nuova luce su tombe, mummie e misteri millenari, grazie anche all’instancabile attività divulgativa portata avanti attraverso celebri documentari, conferenze e pubblicazioni. A Trieste, Zahi Hawass presenterà la sua prima autobiografia, pubblicata in Italia da FAS Editore: il volume ripercorre oltre cinquant’anni di carriera tra ricerche, scavi, intuizioni e incontri con figure di rilievo internazionale, offrendo ai lettori un racconto approfondito del lungo cammino umano e professionale del famoso egittologo.
In una Trieste da secoli attratta dal fascino della Sfinge, l’arrivo di Zahi Hawass rappresenta un’occasione preziosa per rafforzare un legame culturale che unisce idealmente il capoluogo giuliano all’antico Egitto. L’incontro si preannuncia dunque come una serata di grande richiamo, capace di andare oltre la semplice presentazione dell’autobiografia: sarà un momento di confronto autentico con chi ha saputo trasformare la ricerca archeologica in un racconto vivo, attuale e appassionante.
Articolo di Benedetta Marchetti


