Premio Mattador 2026, iscrizioni fino al 15 aprile. Trieste cerca nuovi sceneggiatori

3 aprile 2026 – ore 10:00 – Le iscrizioni stanno per chiudersi, ma c’è ancora una breve finestra di tempo per partecipare alla 17ª edizione del Premio Internazionale per la Sceneggiatura Premio Mattador. La scadenza è fissata per mercoledì 15 aprile e, fino alla mezzanotte di quel giorno, giovani tra i 16 e i 30 anni – aspiranti sceneggiatori, registi e professionisti del settore – potranno candidare i propri progetti attraverso la piattaforma online dedicata, accessibile da questo link: https://iscrizioni.premiomattador.it. Il premio è dedicato a Matteo Caenazzo, giovane triestino e studente di cinema all’Università Ca’ Foscari di Venezia, scomparso prematuramente il 28 giugno 2009 mentre inseguiva il sogno di diventare sceneggiatore. Proprio quel sogno continua oggi a vivere nel concorso, che invita i partecipanti a raccontare storie libere, originali e capaci di coinvolgere, in linea con la sua poetica e il suo immaginario. Dal 2009, l’Associazione Mattador sostiene concretamente i giovani talenti, accompagnandoli con percorsi formativi e professionali verso il mondo del cinema e dell’audiovisivo. Un impegno reso possibile anche grazie al sostegno di istituzioni pubbliche e private, tra cui la Direzione Generale Cinema del MiC, la Regione Friuli Venezia Giulia, il Comune di Trieste e l’Università degli Studi di Trieste, insieme ad altre realtà del territorio e fondazioni.

Mentre la nuova edizione si prepara a entrare nel vivo, si sono appena conclusi i percorsi della sedicesima edizione, con l’assegnazione dei riconoscimenti ai progetti sviluppati durante i workshop. A emergere nella sezione dedicata al miglior soggetto è stato Il ricamatoio di Chiara Dario, premiato per la capacità di affrontare “una storia dura e avvincente” con grande sensibilità. Il progetto riesce ad avvicinare lo spettatore a una realtà che appare lontana ma che, in realtà, è “oggi più che mai vicina”, restituendone tutta la crudezza. Determinante, inoltre, è stato il contributo dell’autrice nel lavoro collettivo, con interventi definiti “stimolanti e precisi”. Per quanto riguarda la sezione Series, il riconoscimento è andato a Bodycount di Vincenzo Cardona Albini, apprezzato per lo sguardo contemporaneo sul disagio giovanile. La serie racconta con umanità lo smarrimento di una generazione immersa in un presente iperconnesso, dove le relazioni autentiche vengono spesso sacrificate a favore di dinamiche “narcisistiche e pericolose”. A colpire è anche l’ambientazione noir in un contesto naturale lagunare, una scelta considerata originale e quasi simbolica, come un tentativo di ritorno a una dimensione più autentica dei rapporti umani.

Nella sezione Dolly, dedicata alle storie raccontate per immagini, si è distinta Valentina Vignoli con Il favoloso viaggio di Telly. Il progetto è stato premiato per il coraggio di adottare un linguaggio non convenzionale come il collage, capace di trasformare fragilità e smarrimento in potenti metafore visive. Una scelta “controcorrente”, soprattutto in un’epoca dominata dalla tecnologia, che ha permesso all’autrice di far emergere con forza una voce originale e riconoscibile. Accanto ai premi principali, prosegue fino a maggio anche il percorso di mentorship Plot Twist/Mattador, destinato ad accompagnare alcuni progetti verso il mercato cinematografico. Tra questi, L’altra di Antonio Lalli e Francesco Persico, seguito in un percorso su misura che punta a perfezionare e finalizzare l’opera. Un’iniziativa che incarna pienamente la missione del premio: sostenere chi desidera raccontare storie per il cinema, trasformando un’aspirazione in una concreta opportunità professionale.

Articolo di Agata Cragnolin

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