Fascicolo Sanitario Elettronico, cambiano le regole: si punta al pieno regime entro il 2026

1 aprile 2026 – ore 11:30 – Il Fascicolo Sanitario Elettronico (Fse) è ora pienamente operativo in tutte le regioni d’Italia. Le nuove disposizioni del Ministero della Salute sono entrate in vigore ieri, martedì 31 marzo, e rappresentano un passo decisivo verso la completa efficienza e accessibilità del servizio. Da questo momento in poi, le Regioni e le strutture sanitarie pubbliche e private sono tenute a caricare sul Fse tutti i documenti previsti dalla normativa: referti, verbali di pronto soccorso, lettere di dimissione, profilo sanitario sintetico, cartelle cliniche, dati sulle vaccinazioni e via discorrendo. Oltre all’adeguamento dei sistemi informativi regionali agli standard del Fascicolo Sanitario 2.0, le nuove regole prevedono criteri più rigidi per l’aggiornamento del fascicolo: le strutture sanitarie pubbliche e private dovranno infatti inserire i dati più recenti entro cinque giorni dallo svolgimento di visite, esami o somministrazioni di farmaci.

Il Fascicolo Sanitario Elettronico, come riporta il Ministero della Salute sulla pagina web dedicata, è “il punto di accesso ai dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici riguardanti l’assistito, attraverso il quale il cittadino può consultare i propri dati e documenti sanitari e condividerli con i professionisti sanitari per garantire la continuità di cura per un servizio più efficace ed efficiente”. Insomma, un vero e proprio archivio digitale che racchiude l’intera storia sanitaria del paziente. Il potenziale di questo strumento è significativo: oltre a consentire all’utente di accedere ai propri dati sanitari in maniera immediata e intuitiva, il Fse permette ai professionisti del SSN di visualizzare rapidamente la storia clinica del paziente, funzionalità che si rivela particolarmente utile in situazioni di emergenza. Eppure, nonostante la validità del sistema, meno della metà degli italiani (44%) ha prestato il consenso alla consultazione dei propri dati sanitari da parte dei professionisti del SSN: in assenza del consenso, il Fse diventa di fatto inutilizzabile in ambito sanitario. Secondo i dati del ministero della Salute, inoltre, tra luglio e settembre 2025 solo il 27% dei cittadini ha utilizzato il Fse. Il divario tra le regioni è marcato, con uno scarto di 63 punti percentuali tra il valore più alto, ovvero il 66% del Veneto, e quello più basso, il 3% di Basilicata, Marche, Puglia e Sicilia: in Friuli Venezia Giulia, il dato si ferma al 20%.

L’accesso al Fse è intuitivo e avviene tramite identità digitale: Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Tessera sanitaria con funzioni di Carta nazionale dei servizi (Ts-Cns). Il paziente che accede al proprio Fse può visionare la documentazione, verificare tutti gli accessi effettuati al proprio Fse, propri dati e gestire il consenso alla visualizzazione dei dati da parte dei professionisti sanitari, con la possibilità di modificarlo o revocarlo in qualsiasi momento. Per favorire una più ampia adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico da parte della cittadinanza, il Ministero della Salute ha organizzato una campagna di informazione ed educazione che proseguirà per tutta la primavera: l’obiettivo è raggiungere il pieno regime entro giugno 2026, per trasformare definitivamente il Fse in un’infrastruttura centrale del Servizio Sanitario Nazionale.

Articolo di Benedetta Marchetti 

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