Memorie, legami, leggende metropolitane: ‘Cavana Stories’ racconta il cuore popolare di Trieste

27.03.2026 – 11.30 – Ci sono luoghi attraversati da storie, ci sono racconti che ancora aleggiano tra le facciate dei palazzi, la penombra dei vicoli, le vetrine dei negozi. Cavana, in passato cuore popolare di Trieste, rientra in quella categoria di spazi vibranti, ancora segnati dal vissuto della città. Racchiusa in una parentesi del centro cittadino, ancora oggi Cavana si presenta come un borgo, una città nella città, con un’architettura fatta di palazzotti nobiliari, case di abitazione a picco su vicoli angusti ma caratteristici. Cavana, un tempo sede di manifatture, Consolati e residenze di nobili, è stata una zona di rilievo nel tessuto cittadino, per poi decadere lentamente con lo sviluppo del Borgo Teresiano. Trieste si è allora divisa tra “Città nuova”, moderna, attrattiva e salubre, e “Città vecchia”, alta e bassa (Cavana), meta di chi cercava locali commerciali e abitazioni a un prezzo conveniente. Persino James Joyce, giunto a Trieste nel 1904, cercò un alloggio nella vivace Cavana.

Le curiosità e i piccoli segreti che percorrono tuttora le vie del quartiere sono numerosi: per raccontarli, l’associazione culturale Cizerouno ha realizzato “Cavana Stories”, progetto che verrà presentato al pubblico domani, sabato 28 marzo 2026 alle 19.00. Una mostra multimediale pop-up, allestita presso il Cavò (Via San Rocco 1/a), permetterà ai visitatori di approfondire la storia del quartiere dal secondo dopo guerra ad oggi. Il progetto è frutto di una lunga e minuziosa ricerca tra stampa d’epoca, archivi fotografici, memorie letterarie e poetiche, ma sopratutto tra i ricordi e i racconti di testimoni diretti, intervistati per l’occasione, che contribuiscono a ricostruire una più completa “topografia di Cavana”.

Una selezione della stampa di quegli anni verrà proiettata all’evento di domani: le fonti descrivono luci e ombre del quartiere, narrano di leggende metropolitane, di crolli e incendi, e ancora di sgomberi forzati e passate realtà di disagio sociale. In parallelo, “Cavana Stories” lascerà spazio ai ricordi di chi in quest’area di Trieste ha trovato un luogo di grande solidarietà umana e forti legami sociali: piccole botteghe “in cui la porta si apre e accoglie tutti”, amicizie nate in strada e anche storie d’amore nate proprio in uno dei palazzi di via dei Capitelli. Domani sera, il progetto di Cizerouno, realizzato grazie al bando ricerche etnografiche della Regione Friuli Venezia Giulia, coinvolgerà il pubblico in un brindisi a Cavana e ai suoi abitanti di ogni epoca: un’occasione per riscoprire l’identità vibrante di uno dei luoghi più caratteristici di Trieste.

[b.m.]

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