12.03.2026 – 11.45 – Alle 17.30 di sabato 14 marzo, negli spazi di Stazione Rogers a Trieste, la Giornata nazionale del Paesaggio diventa l’occasione per riscoprire uno sguardo antico, figlio del nostro territorio: quello di Pietro Nobile. L’incontro “Leggere il Paesaggio. Pietro Nobile e i disegni della natura” invita il pubblico a entrare nell’immaginario dell’architetto e disegnatore triestino attraverso un album di vedute e studi botanici realizzati durante il suo soggiorno romano tra il 1798 e il 1805. Si tratta di un corpus prezioso, attualmente conservato nella collezione Antonio Fonda Savio del Sistema Museale di Ateneo dell’Università degli Studi di Trieste: in particolare, l’album descrive la campagna romana e la sua vegetazione con un’attenzione quasi scientifica, senza però rinunciare alla sensibilità di chi osserva il paesaggio come un organismo vivo.
A dialogare su questo materiale saranno figure provenienti da ambiti diversi ma complementari: Paola Ventura, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio del Friuli Venezia Giulia, aprirà l’incontro. Seguirà l’intervento di Adriano Venudo, docente di Composizione Architettonica e Urbana e vicepresidente di Stazione E.N.Rogers. Il cuore della presentazione sarà affidato alla storica dell’arte emerita Rossella Fabiani e al botanico Andrea Moro, che intrecceranno competenze e prospettive per restituire la ricchezza dei disegni di Nobile.
L’iniziativa si inserisce nel programma nazionale dedicato al paesaggio, istituito nel 2017 per promuovere una cultura condivisa della tutela e della valorizzazione del territorio. Un obiettivo che trova fondamento nella Convenzione Europea del Paesaggio, ratificata a Firenze nel 2000, dove il paesaggio è riconosciuto non solo come patrimonio storico e culturale, ma come risorsa strategica per la biodiversità, lo sviluppo sostenibile e la risposta ai cambiamenti climatici. L’evento del 14 marzo si inserisce inoltre nella rassegna “Preziose Carte”, promossa dal Sistema Museale di Ateneo (SmaTS). L’incontro triestino, con il suo intreccio di arte, scienza e memoria, offre un’occasione concreta per riflettere su come guardiamo ciò che ci circonda e su quanto il paesaggio continui a essere una chiave per comprendere il nostro rapporto con l’ambiente.
[b.m.]


