02.03.2026 – 8.30 – Il numero degli autoriparatori indipendenti in Friuli Venezia Giulia è in costante diminuzione da oltre un decennio. Secondo i dati più recenti pubblicati dall’Ufficio Studi CGIA di Mestre, tra il 2014 e il 2024 hanno chiuso i battenti 141 officine, segnando un calo complessivo del 10%. Questa tendenza rientra fra i sintomi della crisi strutturale dell’artigianato che da anni interessa il nostro Paese. In regione, il numero delle sedi attive è sceso da 1.415 a 1.274, con una contrazione che colpisce soprattutto le attività a conduzione familiare, spesso costrette a chiudere a causa della mancanza di ricambio generazionale. Il costante e significativo calo delle officine stride però con l’incremento inarrestabile del numero di auto circolanti: in Friuli Venezia Giulia si stimano infatti 7 vetture ogni 10 abitanti, dato in crescita dell’8% e allineato alla media italiana, la più alta d’Europa. Nello specifico, il numero di auto registrate in FVG è salito da 769.583 nel 2014 a 828.929 nel 2024, con un incremento del 7,7%. A ciò si aggiunge la progressiva obsolescenza del parco auto: quasi il 24% delle vetture in circolazione ha più di vent’anni, un altro fattore che, in teoria, dovrebbe favorire l’operatività degli autoriparatori. Eppure, nonostante le auto siano sempre di più e sempre più vecchie, il numero delle officine continua a diminuire.
Le province del Friuli Venezia Giulia mostrano dinamiche diverse. Trieste registra la contrazione più marcata in termini percentuali, con un -16% che si traduce in un calo da 228 a 191 attività. Udine perde il maggior numero di imprese in valore assoluto, scendendo da 675 a 585 officine. Pordenone registra invece un calo più contenuto, pari al -4%, mentre Gorizia resta piuttosto stabile con 139 attività. Le cause della fragilità del settore sono molteplici: innanzitutto, l’aumento generale dei costi di gestione a carico delle singole imprese rappresenta una criticità significativa. Un ulteriore ostacolo è la crescente complessità tecnologica delle auto moderne, che rende necessari investimenti onerosi in attrezzature e aggiornamento continuo da parte degli autoriparatori. A ciò si aggiunge infine la scarsa attrattività di questo mestiere, spesso percepito come fisicamente impegnativo.
[b.m.]


