Duino Aurisina, cento candeline per Fausta Hilty. Una vita di famiglia e amore

02.03.2026 – 10.00 – Lo scorso 27 febbraio, alla casa di riposo Villa Verde di Duino Aurisina, si è celebrato un compleanno che profuma di storia, memoria e amore: la signora Fausta Hilty ha spento cento candeline. Nata il 27 febbraio 1926, Fausta fu da subito la principessa di casa; figlia unica, un po’ capricciosetta e immensamente amata da suo padre Attilio e sua madre Pina. Crescendo, attraverso gli anni della guerra, imparò la gratitudine verso le piccole cose, nei gesti quotidiani che sanno di vita, come un piatto di semplice pasta di semola e ricordava quando, da più piccola, suo padre la rabboniva se lei non voleva, chiedendo la “pasta rosa”. Fausta divenne una giovane studiosa e determinata, frequentò il Liceo Classico “Dante” di Trieste e si laureò in Lettere, iniziando poi a insegnare alla scuola media di Muggia. Ai suoi ragazzi portava passione e dolcezza, la stessa che avrebbe contraddistinto ogni fase della sua esistenza. Dopo alcuni anni, però, scelse la strada del cuore: dedicarsi completamente alla famiglia, con quell’amore totale e silenzioso che costruisce senza chiedere nulla in cambio.

Tra il 1949 e il 1951 il destino la avvicinò all’ingegnere Libero Pinamonti. Lui, nel suo libro dei ricordi, scrive di non sapere nemmeno quando Fausta sia entrata davvero nella sua vita; ricorda solo che, tra le molte fortune incontrate, lei è stata la più grande. Un giorno, a Cortina, dopo una sciata entusiasmante, seduto tra amici, si ritrovò a descrivere la donna ideale che avrebbe voluto accanto per sempre. Terminato l’elenco, nel silenzio che seguì disse semplicemente: “Cussì, come Fausta!”. Gli altri risero, lui no. In quel momento capì che era vero. Da allora cominciò ad amarla, e non ha mai smesso. Nel 1952 Fausta e Libero si sposarono e dal loro amore nacquero Bruno, Serena e Piero. Dai loro figli sono arrivati dieci nipoti e cinque pronipoti: un albero grande e forte, cresciuto dalle radici profonde di un’unione solida e fedele. Fausta ha accompagnato i figli nella crescita, ha sostenuto i nipoti nello studio e nelle scelte, ha creduto nei loro sogni. È stata presenza costante, guida discreta, porto sicuro. Il suo amore non ha mai fatto rumore, ma ha costruito generazioni.

Lo scorso 27 febbraio, a festeggiarla alla casa di riposo a Santa Croce, c’era tutta la sua grande famiglia. Accanto a lei il marito Libero, che ha anch’egli superato la soglia del secolo: due lunghe vite che continuano a camminare insieme. Tra sorrisi, abbracci e parole cariche di affetto, Fausta ha anche lasciato una carezza speciale alla più piccola della famiglia, Diana, che conta esattamente cento anni di differenza dalla sua bisnonna: un secolo racchiuso in un gesto tenero, simbolo di continuità e speranza. Alla domanda su quale sia stato il dono più bello ricevuto dalla vita, Fausta non ha esitato: “I miei figli e i miei nipoti”.

[a.c.]

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