Contrassegno unico disabili, verso la semplificazione: meno burocrazia e più tutele alla mobilità

08.03.2026 – 8.30 – Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha da poco annunciato l’intenzione di attivare un sistema nazionale che permetterà di richiedere online il Contrassegno unico disabili europeo (Cude), associarlo alle targhe del proprio veicolo e riceverlo direttamente a casa, senza dover passare dagli uffici comunali. L’obiettivo dichiarato è garantire un diritto alla mobilità uniforme su tutto il territorio italiano, superando le differenze procedurali oggi esistenti tra i vari Comuni. Restano tuttavia da definire i tempi e le modalità operative dell’eventuale riforma. Il Cude, introdotto nel 2012 e valido in tutta Italia e nei Paesi dell’Unione Europea, consente di utilizzare gli stalli di sosta riservati alle persone disabili e di accedere alle zone a traffico limitato, nel rispetto delle normative locali. Nonostante il Contrassegno abbia validità nazionale ed europea, il rilascio di tale documento è tuttora gestito dai singoli Comuni. Ciò significa che, spostandosi in un’altra città, il titolare deve comunicare la propria targa, in anticipo o a seguito dello spostamento, all’amministrazione ospitante: una procedura spesso complessa, variabile a seconda del Comune di riferimento ma in molti casi necessaria per evitare sanzioni.

Per ridurre queste criticità, nel 2021 è stata creata una piattaforma unica nazionale che raccoglie in un database tutte le targhe collegate ai contrassegni: se lo spostamento del titolare Cude avviene tra Comuni iscritti alla piattaforma, il riconoscimento è automatico e non richiede ulteriori passaggi. Tuttavia, l’adesione al sistema non è obbligatoria e, secondo quanto riferito dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, solo il 16% dei Comuni italiani, tra cui anche Trieste, è attualmente inserito nel database. Vista l’esigua partecipazione, ci si interroga da tempo sulla necessità di rendere obbligatoria l’iscrizione per tutti i gli Enti locali: al momento, però, non sono state ancora adottate misure risolutive. Se alle intenzioni annunciate dal MIT seguiranno provvedimenti concreti, la creazione di una nuova piattaforma unica nazionale e l’invio del contrassegno a domicilio potrebbero rappresentare un passaggio decisivo verso una gestione più semplice ed equa dei permessi auto per disabili, riducendo il rischio di sanzioni e rafforzando la tutela dei diritti alla mobilità.

[b.m.]

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