26.03.2026 – 8.30 – Per chi sta pensando di rimodernare la propria abitazione, il bonus domotica arriva puntuale: confermato anche per il biennio 2026-2027, il contributo rientra fra le misure dell’Ecobonus e consente ai beneficiari di detrarre le spese per gli interventi di efficientamento energetico domestico. Oggetto del bonus sono i sistemi di automazione degli edifici per la gestione a distanza di impianti di riscaldamento, climatizzazione e produzione di acqua calda: la misura ha come obiettivo primario quello di limitare gli sprechi, ridurre i consumi e contenere l’impatto ambientale delle famiglie. Tuttavia, bisogna precisare che le aliquote delle detrazioni sono state leggermente ridotte rispetto al passato: inoltre, è bene ricordare che queste variano in base alla tipologia di immobile sul quale si decide di intervenire.
Nel biennio 2026/2027, l’aliquota è fissata al 50% per l’abitazione principale, ma scende al 36% per tutti gli altri edifici. Per gli immobili “strumentali”, destinati esclusivamente ad attività aziendali, l’agevolazione raggiunge il 65%, ma prevede un tetto massimo di spesa pari a 15mila euro. La detrazione dipende in ogni caso dal reddito del beneficiario: non vi è alcuna limitazione per i redditi fino a 75mila euro, mentre il contributo per i redditi tra i 75mila e i 100mila euro è soggetto a riduzioni progressive. Per chi supera la soglia dei 100mila euro, la quota massima detraibile corrisponde a circa 8mila euro complessivi. Ma quali sono i costi che il bonus domotica potrà coprire? Oltre alle spese di acquisto, anche i costi per l’installazione e la configurazione dei sistemi di gestione smart degli impianti termici. Dai dispositivi elettronici agli interventi di installazione, dai costi di progettazione a quelli di realizzazione e certificazione dell’impianto, il contributo si propone di sostenere concretamente l’efficientamento energetico degli edifici. Sono escluse dalle detrazioni soltanto le spese relative alle interfacce di controllo (smartphone, tablet, computer), dispositivi non considerati parte integrante del sistema domotico.
Per accedere al contributo bisogna rispettare una serie di requisiti: innanzitutto, i sistemi installati devono appartenere alla classe A o B in base alla norma EN 15232. Inoltre, il richiedente deve avere un diritto sull’immobile oggetto di intervento: chi sostiene la spesa deve coincidere con l’intestatario delle fatture e dei pagamenti. Possono dunque accedere al contributo persone fisiche, familiari conviventi o conviventi di fatto, enti non commerciali, istituti di edilizia residenziale pubblica e cooperative edilizie. I requisiti da rispettare riguardano infine la tracciabilità delle spese sostenute: non è ammesso il pagamento in contante, ma solo un bonifico bancario o postale specifico per agevolazioni fiscali, contenente la causale del pagamento con riferimento alla normativa, oltre al codice fiscale del richiedente e la partita Iva dell’impresa beneficiaria. È obbligatorio inviare i dati all’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), entro 90 giorni dalla fine dei lavori: fondamentale conservare sempre ricevuta di trasmissione, fatture, bonifici, certificazione tecnica o, in alternativa, la dichiarazione del produttore.
[b.m.]


