23.02.2026 – 10.30 – La fotografia, col suo immediato impatto, col suo messaggio privo di orpelli, con la sua flessibilità di usi e applicazioni, si è da sempre prestata alle cause umanitarie e sociali, coniugandosi spesso col giornalismo. Dalla denuncia della violenza della guerra, degli abusi sul lavoro, della violazione dei diritti umani.
Rientra nella categoria la mostra, fotografica non a caso, ‘Women for Women Against Violence‘ che da oggi fino al 1 marzo 2026 troverà spazio presso la sala Xenia. Si tratta di 21 ritratti fotografici, in grande formato, firmati Tiziana Luxardo, raffiguranti storie di donne che hanno vissuto la violenza o il tumore al seno, scegliendo poi di raccontare il proprio dramma interiore e il suo superamento. Ogni quadro è non a caso accompagnato da un QR Code che rimanda alla storia, narrata in prima persona, della testimone; più che 21 fotografie, sono infatti 21 storie che raggiungono il loro culmine con Valentina Pitzalis, vittima di violenza, fotografata con la sorella Francesca, affetta a propria volta da tumore al seno. Il sottotesto sempre presente e qui forse paradigmatico è quello del Kintsugi, la pratica giapponese che ripara le fratture degli oggetti utilizzando quale collante l’oro. Trasformare la ferita in valore, la cicatrice in orgoglio questo il messaggio della mostra secondo le organizzatrici.
Il progetto prende origine dal vissuto personale di Donatella Gimigliano, giornalista e Presidente dell’Associazione Consorzio Umanitas, da anni impegnata contro la violenza sulle donne e che ha affrontato in prima persona l’esperienza del tumore al seno all’interno di un vissuto familiare difficile: “Dieci anni fa vivevo una storia familiare segnata dal tumore al seno e sapevo cosa significava portare sulla pelle e nell’anima segni e ferite indelebili. Ma quelle cicatrici non appartengono solo alla malattia: le ho viste anche nelle donne sopravvissute alla violenza, ferite diverse ma ugualmente profonde. Da quella riflessione è nato Women for Women against Violence, un progetto che racconta storie di resilienza e rinascita, perché ogni cicatrice può trasformarsi in un simbolo di forza. Perché dietro ogni ferita c’è una storia che merita di essere raccontata. E soprattutto, di essere ascoltata.”
Un’idea che ha poi trovato appoggio e concretezza grazie alla Presidente della LILT Trieste, Sandra Dudine che ha offerto il suo appoggio & sostegno: “In Friuli-Venezia Giulia il tumore alla mammella è la neoplasia femminile più frequente, con circa 1.300 nuovi casi diagnosticati annualmente, un dato che mostra un’incidenza superiore alla media nazionale, ma con una sopravvivenza che supera il 90% quando la malattia viene diagnosticata ad uno stadio precoce. La LILT di Trieste, attiva sul territorio dal 1927 con le sue campagne di prevenzione, ha risposto con entusiasmo all’invito della sede nazionale di accogliere e sostenere anche nella nostra città il progetto”.
“La mostra narra, attraverso gli abbracci dei protagonisti, la condivisione, la forza, la vicinanza, il prendersi cura dell’altro – ha raccontato Luxardo, che ha evidenziato – il filo conduttore, non a caso, è la foto delle sorelle Pitzalis, immagine che ho voluto impreziosire con il richiamo all’arte giapponese Kintsugi, una filosofia di vita che ci insegna che tutti noi possiamo diventare Maestri Artigiani delle nostre vite e reinventare le cicatrici dell’anima e del corpo dandogli un valore aggiunto”.
Filomena Lamberti, prima donna sfregiata dall’acido solforico in Italia ha commentato: “La violenza lascia ferite sul corpo, nell’anima e nella dignità delle persone. Per questo credo profondamente nell’importanza di una comunicazione sociale capace di andare oltre le parole e di arrivare dritta al cuore. Progetti come questa mostra sono fondamentali perché utilizzano il linguaggio universale delle immagini per rompere il silenzio, accendere coscienze e ricordare che dalla violenza si può e si deve uscire”.
“E’ doveroso indirizzare un enorme grazie alle donne che, con coraggio, determinazione e senza vergogna, hanno dato la loro disponibilità’ a condividere con le immagini la loro storia. Siano di esempio per tutti noi, professionisti del settore, sanitario e non, che ogni giorno si prendono di loro cura” – ha dichiarato Marina Bortul, vicepresidente LILT TS e OMCEO, e componente task force senologica Lilt.
L’esposizione sarà aperta al pubblico da sabato 21 a sabato 28 febbraio dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00. Domenica 1 marzo apertura dalle 10.00 alle 12.00.
L’iniziativa si avvale del patrocinio del Senato della Repubblica, Polizia di Stato, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Ordine dei Medici di Trieste, Fondazione Italia Giappone, Casa Internazionale delle Donne, GOAP – Centro Antiviolenza, Lions Club Duino Aurisina, AMMI – Associazione Mogli Medici Italiani. Hanno inoltre aderito la Questura di Trieste e la sezione triestina “Aliano Bracci” dell’Associazione Nazionale della Polizia di Stato (ANPS).
Le coppie nelle foto: Alessandra Laganà & Benedetta Rinaldi, Alessio Boni & Chiara Salvo, Antonia Liskova & Filomena Lamberti, Barbara Bartolotti & Patrizia Mirigliani, Beppe Convertini & Ilaria Capponi, Carolina Marconi & Edy Giordano, Emma D’Aquino & Elga Magrini, Gianluigi Nuzzi & Alessandra Viero, Giuliana Di Carlo & Carolyn Smith, Nicolo’ Maja Con Ines e Giulio Pivetta, Katia Villirillo & Francesco Montanari, Leyla Hussein & Donatella Gimigliano, Luana Ravegnini & Antonietta Tuccillo, Maria Antonietta Rositani & Eleonora Daniele, Nadia Accetti & Maria Grazia Cucinotta, Nicoletta Romanoff & Nicolo’ Maja, Pinky & Eleonora Pieroni, Rosanna Banfi & Maria Pia Dionisi, Simone Sabani & Alessandro, Valentina & Francesca Pitzalis, Valeria Solarino & Fanny Cristina Campion. Media partner RAI e Askanews nazionale.
[z.s.]


