Safer Internet Day: costruire abitudini digitali sane in un mondo iperconnesso

10.02.2026 – 11.30 – Riflettere sull’utilizzo consapevole di Internet per non restare impigliati nelle maglie più insidiose della rete: è questo l’invito che accompagna il Safer Internet Day, ricorrenza istituita nel 2004 su iniziativa della Commissione Europea e celebrata in oltre 170 Paesi. Oggi, rispetto a ventidue anni fa, la necessità di sensibilizzare i giovanissimi sull’uso della tecnologia si è trasformata piuttosto in urgenza: “In un mondo in cui l’intelligenza artificiale è sempre più presente nella vita quotidiana di bambini e adolescenti, è fondamentale accompagnarli nello sviluppo di competenze digitali, spirito critico e consapevolezza”, ha dichiarato Nicola Graziano, Presidente dell’UNICEF Italia. “Troppi bambini faticano ancora a riconoscere fonti affidabili e a orientarsi online in modo sicuro. Per questo è necessario un impegno condiviso tra famiglie, scuole, istituzioni e aziende per costruire ambienti digitali che tutelino i diritti dei bambini e ne promuovano il benessere”. In Italia, tra gli utenti d’età compresa tra i 9 e i 16 anni, il 9,5% non è in grado di modificare le impostazioni della privacy, l’11,9% non saprebbe rimuovere numeri telefonici dalla lista dei contatti e il 18,9% non possiede competenze nella creazione di contenuti. Il mito dei nativi digitali mostra dunque i suoi limiti: esposti costantemente e in maniera massiccia alle nuove tecnologie, i giovanissimi sembrano non padroneggiare appieno gli strumenti con cui hanno a che fare. E, in molti casi, ciò si traduce in una vulnerabilità insidiosa, spesso facile bersaglio di utenti malintenzionati.

Il tema scelto per l’edizione 2026 del Safer Internet Day è “Smart tech, safe choices: exploring the safe and responsible use of AI” (Tecnologia intelligente, scelte sicure: esplorare l’uso sicuro e responsabile dell’IA). Il focus sull’intelligenza artificiale non sorprende: da un lato, vi è la necessità di fornire ai giovanissimi gli strumenti necessari per comprendere il funzionamento di questa tecnologia ormai pervasiva. Un sondaggio internazionale condotto attraverso la piattaforma U-Report testimonia l’incertezza degli under 25 nell’approcciarsi all’IA: su campione di 61.400 giovani partecipanti, il 18% ritiene di avere familiarità con i sistemi di IA, il 22% in maniera moderata, il 25% parzialmente e il 35% quasi per nulla. Inoltre, su 57.670 partecipanti, il 45% sente di avere le skill necessarie per lavorare con l’IA, il 20% ritiene di non averle e il 35% non si sente sicuro nell’usarle. In questo contesto, guidare i più giovani verso un uso sempre più consapevole dell’IA è indispensabile, ma non basta: spesso, i rischi legati a un uso improprio dell’IA provengono dall’esterno. UNICEF denuncia infatti un aumento vertiginoso del volume di immagini sessualizzate generate dagli utenti attraverso l’IA: purtroppo, molti di questi casi riguardano fotografie di minori modificate e sessualizzate. Secondo uno studio condotto nell’ultimo anno da UNICEF, ECPAT e INTERPOL in 11 paesi, almeno 1,2 milioni di bambini hanno rivelato che le loro immagini sono state utilizzate per la creazione di deepfake sessualmente espliciti. La stima corrisponde a 1 bambino su 25: l’equivalente di un alunno in una classe standard. Molti utenti minorenni stanno prendendo consapevolezza a riguardo: in alcuni Paesi, fino a due terzi dei bambini temono che l’IA possa essere impiegata per creare immagini false o video a sfondo sessuale. Per questo, risulta fondamentale mostrare loro come difendersi: in ogni caso, l’esposizione limitata al web in età precoce resta la prima misura preventiva da adottare.

Difficile capire come orientarsi in un contesto digitale ancora poco regolamentato, in cui l’innovazione è al tempo stesso potenzialità e minaccia, supporto e rischio. È possibile navigare online in modo sicuro nell’era dell’intelligenza artificiale? UNICEF Italia prova a rispondere, diffondendo 9 consigli pratici per supportare le famiglie e coloro che si prendono cura dei bambini. In questi 9 punti, UNICEF ricorda che iniziare presto a parlare di IA, spiegandola attraverso esempi semplici e quotidiani, aiuta i bambini a comprenderne potenzialità e limiti. È altrettanto importante accompagnare i giovani utenti nell’uso degli strumenti digitali, proteggendo la loro privacy e ponendo dei limiti giornalieri di utilizzo. Dialogo costante, attenzione ai segnali di allarme e collaborazione con la scuola: ecco ciò che serve per costruire abitudini digitali sane. L’IA, naturalmente, può essere una risorsa preziosa, ma va mantenuta nella giusta prospettiva, limitandola a un ruolo discreto e controllato: la vita reale, fatta di relazioni umane, routine e interessi personali, deve restare al centro.

[b.m.]

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