17.02.2026 – 10.00 – Negli ultimi anni il Friuli Venezia Giulia, e in particolare l’area di Trieste, ha rafforzato il proprio impegno per favorire l’occupazione femminile e la parità di genere nel mondo delle piccole e medie imprese. I dati più recenti indicano una crescita significativa dell’imprenditoria “in rosa”: in regione si contavano circa 22 mila imprese femminili nel 2023 e la percentuale di aziende a conduzione femminile aveva raggiunto circa il 22-23% del totale. In provincia di Trieste questa quota è attorno al 22,4%, leggermente superiore alla media nazionale del 22,2%, segno di una vivacità imprenditoriale femminile sopra la media. Parallelamente, anche l’occupazione dipendente mostra progressi: rispetto al 2019 sono aumentate le assunzioni di donne e il divario retributivo di genere in FVG si è ridotto a circa il 10-11% (dal quasi 13% di pochi anni fa). Il contributo delle donne alla crescita occupazionale regionale, ormai riconosciuto determinante, è frutto di dinamiche di mercato ma anche di interventi mirati, che stanno spingendo istituzioni e associazioni locali a moltiplicare le iniziative per l’inclusione femminile nel lavoro.
Nel territorio triestino le istituzioni pubbliche e le associazioni di categoria collaborano strettamente per promuovere pari opportunità e leadership femminile nelle PMI, supportate dalla strategia trasversale di gender mainstreamingpromossa dalla Regione, che prevede l’inserimento dell’uguaglianza di genere in tutte le sue politiche e il finanziamento di progetti dedicati alla parità e all’empowerment femminile. Sul fronte pratico, l’Amministrazione regionale sostiene sia l’imprenditoria femminile autonoma sia l’occupazione alle dipendenze attraverso una serie di incentivi economici. Da oltre un decennio esistono bandi regionali che offrono contributi a fondo perduto per la creazione di nuove imprese e per incentivare le assunzioni stabili di donne: nel 2025 la Regione ha destinato 10 milioni di euro a contributi per le aziende che assumono o stabilizzano lavoratrici (e giovani), misura che ha raccolto oltre 2.600 domande da parte di imprese interessate. Questi incentivi possono arrivare fino a 9mila € per singola assunzione, con particolare attenzione a favorire il reinserimento di mamme di bambini piccoli e di donne in situazioni fragili come i nuclei monogenitoriali. I risultati iniziano a vedersi: secondo l’assessore al Lavoro Alessia Rosolen, grazie anche a queste politiche il gap occupazionale e salariale di genere si è ridotto e l’occupazione femminile in FVG ha superato i livelli pre-pandemia. In prospettiva, la Regione intende proseguire su questa strada: nel 2026 è in programma un nuovo regolamento di incentivi alle imprese (denominato “Pal”) con un ulteriore stanziamento di 10 milioni di euro dedicato a chi assumerà o stabilizzerà donne disoccupate o precarie (oltre a giovani under 36).
Accanto agli strumenti regionali, un ruolo centrale è svolto dalla Camera di Commercio Venezia Giulia (che unisce Trieste e Gorizia) e dalle associazioni di categoria locali. Presso la Camera è stato recentemente rinnovato il Comitato per l’Imprenditoria Femminile (CIF), composto da imprenditrici dei vari settori, con l’obiettivo di promuovere e sostenere la presenza delle donne nel tessuto economico locale. Questo organismo, presieduto dalla triestina Cristina Rovis, opera in sinergia con Unioncamere nazionale e ha messo in campo varie iniziative: ad esempio ha realizzato la guida “Donne in Affari: il potere dell’educazione finanziaria” per rafforzare le competenze economico-finanziarie delle aspiranti imprenditrici, affiancata da una serie di webinar gratuiti che hanno animato tutto il 2025. Anche sul fronte dell’accesso al credito si registrano iniziative mirate all’inclusione. I dati indicano infatti che in Italia persiste un “gender credit gap”: solo circa il 20% del totale dei finanziamenti bancari alle imprese individuali è assorbito da donne, segnalando maggiori difficoltà per le imprenditrici nel reperire credito. Per colmare questa disparità, la Camera di Commercio di Trieste-Gorizia, in collaborazione con il Confidi Venezia Giulia, ha lanciato nel 2025 il progetto “Gestione Donna”, una linea di intervento dedicata alle piccole imprese femminili e permettere loro di ottenere prestiti fino a 200mila € con una garanzia pubblica all’80%, condizioni bancarie agevolate e costi di garanzia ridotti.
[a.c.]


