25.02.2026 – 8.30 – Si chiama “blackout poetry” la pratica creativa che trasforma testi già esistenti (pagine di giornale, libri, brochure, perfino scontrini) in poesie visive attraverso la tecnica della sottrazione. Oscurando con un pennarello nero le parole superflue, si fa emergere dalla pagina un messaggio nuovo, un frammento poetico a lungo rimasto nascosto. È un gesto semplice e sorprendentemente liberatorio, che consente all’artista di sfuggire alla temuta “sindrome della pagina bianca” e di sperimentare la gioia di creare partendo da un testo già scritto, ancora in attesa di essere reinterpretato. Creare cancellando diventa dunque un modo per percorrere la pagina in maniera alternativa, svelandone il potenziale latente e gli infiniti messaggi nascosti. Questo sabato, Trieste avrà l’occasione di cimentarsi con l’arte della blackout poetry: dalle 17.30 alle 20.00 di sabato 28 febbraio, all’interno della mostra d’illustrazione contemporanea GGG Geniali Girotondi Grafici, lo spazio di via Frausin 3B accoglierà un workshop dedicato proprio a questa pratica poetica.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione 18:18, conferma la vocazione del luogo come laboratorio indipendente in cui arte, ricerca e sperimentazione convivono in un ambiente dinamico e aperto alla comunità. La partecipazione alla mostra e all’evento è gratuita con tessera associativa: per iscriversi al workshop è possibile inviare una e-mail all’indirizzo [email protected] o compilare il modulo digitale dedicato. A guidare i partecipanti sarà Laura Ballico, artista vicentina che dopo gli studi condotti tra Trieste e Montpellier ha scelto il capoluogo giuliano come casa, lavorando come bibliotecaria e coltivando parallelamente la propria ricerca artistica. Dopo aver sperimentato diversi linguaggi espressivi, Ballico si avvicina alla blackout poetry grazie a figure come Tina Festa, Tom Phillips ed Emilio Isgrò. La visita alla mostra personale di Isgrò all’M77 di Milano nel 2023 segna per lei un momento decisivo: l’audacia dell’artista nell’intervenire su opere monumentali come La Divina Commedia, Ulisse o Moby Dick, le rivela la forza di un gesto che, sottraendo il superfluo, amplifica il senso delle cose. È uno spirito curioso, irriverente e al contempo profondo, quello che Ballico porterà nel workshop: un invito originale, che condurrà i partecipanti a svelare la poesia nascosta nelle pieghe del quotidiano.
[b.m.]


