03.01.2026 – 11.45 – Situazione – Nella mattina del 3 gennaio 2026 le principali agenzie americane hanno aperto i loro servizi annunciando la decisione di Washington di attaccare alcuni siti militari a Caracas, in Venezuela. Le notizie sono apparse inizialmente frammentarie: solo alcune immagini e scarni comunicati da Caracas. Le aree interessate dagli attacchi statunitensi avrebbero compreso l’aeroporto militare di La Carlota, nel cuore della città, la principale base delle forze armate di Fuerte Tiuna, la torre di comunicazione nell’area di El Volcán e il porto de La Guaira. Successivamente, emittenti americane hanno riportato le dichiarazioni esplosive di Trump, tramite “Truth Social”, con le quali si annunciava che le forze americane avevano catturato il presidente Maduro e la moglie.
Il testo completo: US President Donald Trump says the US has carried out a “large scale strike against Venezuela” and “captured its leader, President Nicolas Maduro”, and his wife. “The United States of America has successfully carried out a large scale strike against Venezuela and its leader, President Nicolas Maduro, who has been, along with his wife, captured and flown out of the country. This operation was done in conjunction with U.S. law enforcement. Details to follow. There will be a news conference today at 11 A.M. at Mar-a-Lago. Thank you for your attention to this matter! President DONALD J. TRUMP.”
L’operazione militare fulminea che ha consentito l’arresto di Maduro, sempre secondo quanto riferito dalle principali testate statunitensi, sarebbe stata condotta dalla Delta Force, forze speciali dell’esercito americano. Tale deriva non deve sorprenderci, atteso che da mesi stiamo raccontando l’evoluzione della crisi tra Washington e Caracas, culminata recentemente, tra l’altro, con il deciso rafforzamento militare statunitense nei Caraibi e il conseguente schieramento nella regione della portaerei USS Gerald R. Ford e di numerose altre navi da guerra. La decisione americana era stata anticipata da mirate azioni politico-economiche. Il Dipartimento di Stato americano, il 31 dicembre 2025, aveva emesso un comunicato per certi versi sibillino, annunciando di aver sanzionato “quattro entità per aver operato illegalmente nel settore petrolifero venezuelano” e di aver bloccato quattro petroliere appartenenti a “una flotta ombra che finanziava il regime illegittimo e corrotto di Nicolás Maduro”.
In merito, sempre il 31 dicembre 2025, nel sito del Dipartimento del Tesoro americano si legge testualmente che: “Today, the U.S. Department of the Treasury’s Office of Foreign Assets Control (OFAC) sanctioned four companies for operating in Venezuela’s oil sector and identified four associated oil tankers as blocked property. These vessels, some of which are part of the shadow fleet serving Venezuela, continue to provide financial resources that fuel Maduro’s illegitimate narco-terrorist regime. Maduro’s regime increasingly depends on a shadow fleet of worldwide vessels to facilitate sanctionable activity, including sanctions evasion, and to generate revenue for its destabilizing operations. Today’s action further signals that those involved in the Venezuelan oil trade continue to face significant sanctions risks.”
In tale contesto, infine, merita evidenziare che il già menzionato Dipartimento di Stato americano, il 30 dicembre 2025, con una nota dedicata, per certi versi inusuale, aveva associato il Venezuela all’Iran, lanciando a Caracas chiari avvertimenti. In particolare, nella nota si afferma che gli Stati Uniti avevano deciso di sanzionare, tra l’altro, un’azienda venezuelana che aveva contribuito alla vendita di droni da combattimento di progettazione iraniana per un valore di milioni di dollari. Tale situazione, inoltre, evidenziando l’esistenza di una continua fornitura di armi convenzionali da parte dell’Iran a Caracas, rappresentava una chiara minaccia agli interessi statunitensi nella regione.
Questa nota si chiudeva con un chiaro avvertimento: “Non esiteremo a rispondere a chiunque sostenga le attività di proliferazione di Teheran”.
Comunicati completi delle tre note ufficiali nei link in descrizione:
https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2025/12/sanctioning-oil-traders-funding-maduros-corrupt-regime/
https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0348
https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2025/12/disrupting-irans-uav-proliferation-to-venezuela-and-irans-weapons-programs
[s.d.]


