24.01.2026 – 8.05 – Una donna di 55 anni è stata arrestata dai Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Trieste nell’ambito di un’indagine sullo sfruttamento della prostituzione. L’operazione è scattata nella giornata di martedì 20 gennaio, con l’esecuzione di una perquisizione disposta dall’Autorità giudiziaria all’interno di un centro massaggi cittadino, poi sottoposto a sequestro. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, nel locale si svolgeva attività di meretricio “indoor”. Nel corso dell’intervento è stata inoltre individuata e messa in sicurezza una donna di nazionalità cinese, presunta vittima di sfruttamento, successivamente affidata agli operatori del progetto di accoglienza “Stella Polare”, attivo nell’ambito della rete regionale “Il FVG in rete contro la tratta”. La donna è stata accompagnata in una struttura protetta e informata della possibilità di aderire a un programma di protezione sociale.
L’indagine si inserisce in un più ampio filone investigativo avviato dai Carabinieri nell’estate del 2025 e finalizzato al contrasto dello sfruttamento della prostituzione di donne cinesi. La prima fase dell’inchiesta aveva riguardato due centri massaggi situati in via Flavia e in via San Francesco, dove erano stati sequestrati i locali, telefoni cellulari e denaro contante ritenuto provento dell’attività illecita. A novembre era poi scattata una seconda operazione, con un arresto, una denuncia a piede libero e il sequestro di un’abitazione utilizzata come casa di appuntamenti. Le successive attività di polizia giudiziaria, coordinate dal Pubblico Ministero Federico Frezza, hanno consentito di individuare l’attuale indagata, ritenuta responsabile dello sfruttamento di un’altra donna all’interno del centro massaggi.
Nel corso delle perquisizioni sono stati sequestrati documenti, materiale vario, circa 12 mila euro in contanti e due conti correnti bancari intestati alla donna arrestata. L’immobile utilizzato per l’attività è stato sottoposto a sequestro preventivo. Al termine delle formalità di rito, la donna è stata condotta nel carcere del Coroneo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria. Il procedimento penale si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagata dovrà essere accertata nel corso del successivo processo, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.
[f.v.]


