07.01.2026 – 10.45 – È entrata nel vivo questa mattina, 7 gennaio, la celebrazione del Natale per la comunità serbo-ortodossa di Trieste, che secondo il calendario giuliano vive oggi la festa della Natività di Cristo. Nel Tempio di San Spiridione Taumaturgo, cuore spirituale dell’ortodossia serba in città, ha preso avvio la Divina Liturgia di Natale, momento culminante di un cammino liturgico che affonda le sue radici nei primi secoli del Cristianesimo e che conserva intatta una forte densità teologica e simbolica. Il Natale ortodosso non è soltanto la commemorazione di un evento storico, ma la proclamazione di un mistero centrale della fede: l’Incarnazione del Verbo. Nei testi liturgici, cantati in lingua slavonica, risuona l’annuncio che rovescia la logica del mondo: Dio si fa uomo, l’Eterno entra nel tempo, l’Inaccessibile si rende vicino. «Cristo nasce, glorificatelo; Cristo discende dal cielo, andategli incontro», canta la Chiesa, invitando i fedeli non a un semplice ricordo, ma a una partecipazione viva al mistero della salvezza.
La celebrazione odierna giunge dopo la solenne Vigilia di ieri sera, caratterizzata dal Vespro e dal rito del Badnjak, il ramo di quercia benedetto e portato in chiesa come segno di vita, forza e continuità. La quercia, nella tradizione serba, richiama l’albero della Croce e al tempo stesso il legno che scalda la notte, immagine di Cristo come luce che splende nelle tenebre. Il pavimento del tempio cosparso di paglia ha evocato la grotta di Betlemme, luogo umile e povero nel quale, secondo la fede cristiana, si manifesta la gloria di Dio. Un gesto semplice, ma teologicamente eloquente: la salvezza non nasce nella potenza, bensì nell’abbassamento. Durante la Divina Liturgia di Natale, il racconto evangelico della nascita di Gesù è proclamato come evento attuale, capace di parlare all’uomo di ogni tempo. L’ortodossia insiste sul carattere cosmico dell’Incarnazione: con la nascita di Cristo, non è solo l’umanità a essere redenta, ma l’intera creazione viene chiamata a trasfigurarsi. Nei canti liturgici si intrecciano cielo e terra, angeli e uomini, passato e presente, secondo una visione che vede nella liturgia un’anticipazione del Regno di Dio.
Le celebrazioni natalizie proseguiranno anche nelle prossime ore. Questa sera, alle 18, sono in programma i Vespri, che prolungheranno la gioia della Natività nel ritmo della preghiera comunitaria. Nei giorni successivi, secondo il calendario liturgico ortodosso, la Chiesa serba celebrerà l’8 gennaio la Sinassi della Santissima Madre di Dio, ponendo al centro la figura di Maria come Theotokos, Madre di Dio, e il 9 gennaio la memoria di Santo Stefano, primo martire, testimone di una fede che nasce nella grotta di Betlemme e si compie nel dono totale di sé.
[f.v.]


