MIA, l’intelligenza artificiale al servizio dei medici di famiglia

15.01.2026 – 8.30 – MIA, ovvero Medicina e Intelligenza Artificiale: un binomio che si sta consolidando rapidamente, entrando nell’immaginario comune e ridisegnando la nostra idea di cura. Dopo il lancio di ChatGPT Salute, piattaforma progettata per guidare gli utenti nell’analisi del proprio stato di salute, un’innovazione analoga si prepara a supportare l’attività quotidiana dei camici bianchi. MIA, molto più che un assistente virtuale, entrerà nei prossimi giorni negli studi di 1500 medici di famiglia: il suo ruolo sarà quello di aiutare i professionisti nel formulare diagnosi, suggerendo eventuali percorsi di cura, esami o farmaci da prescrivere al paziente, fino a consigliare strategie di prevenzione e calibrate sulle esigenze specifiche del singolo assistito. Il supporto che la piattaforma fornirà ai professionisti sanitari riguarda tre ambiti strategici: diagnostica di base, gestione della cronicità, prevenzione e promozione della salute. L’intelligenza artificiale, già presente negli ospedali e integrata in un numero crescente di apparecchiature di diagnostica, approda così anche negli ambulatori dei dottori di famiglia, senza tuttavia porsi come sostituto dell’indispensabile figura professionale.

MIA sta prendendo forma grazie ad un progetto promosso da Agenas e finanziato dal Pnrr: dopo un percorso di formazione iniziale, i primi 1500 medici di famiglia coinvolti nel progetto testeranno il nuovo strumento nel corso del 2026. Nei prossimi anni, MIA potrà dunque estendersi a una platea sempre più ampia di professionisti. La piattaforma, utilizzabile dal pc e scaricabile anche come applicazione, funziona grazie a un’interfaccia conversazionale intuitiva, che prevede una architettura tecnologica basata sull’intelligenza artificiale (Rag: Retrieval Augmented Generation). Il camice bianco potrà porre domande a MIA e ricevere risposte fondate su conoscenze “validate e certificate”: MIA attinge infatti “alle linee guida internazionali e certificate dall’Istituto Superiore di Sanità, alle note dell’Aifa, ai percorsi diagnostico-terapeutici” come illustrato da Americo Cicchetti, commissario Agenas, al Sole24Ore Salute. “Si tratta di evidenze scientifiche codificate, lo scibile del mondo medico certificato”. Un approccio che si discosta dalle funzionalità dei modelli IA generalisti: “ChatGPT pesca dall’oceano del web con tutti i possibili errori. La differenza è tutta qui”, ha specificato il commissario Agenas.

Il percorso che condurrà allo sviluppo completo di MIA si articola in tre momenti: la prima fase di analisi, progettazione e realizzazione si è conclusa lo scorso 31 dicembre. Una seconda fase di sperimentazione e manutenzione verrà avviata nei prossimi giorni e si concluderà entro il 31 dicembre 2026: in questo contesto, i 1500 medici coinvolti nella fase di test seguiranno un programma di formazione per l’utilizzo della piattaforma MIA nello specifico, e dell’IA più in generale. La terza e ultima fase prevede la gestione e la manutenzione della piattaforma: a partire da gennaio 2027, si prospetta una progressiva estensione ad altri 3mila medici di famiglia che lavorano per il Servizio Sanitario Nazionale. A questi si aggiungeranno altri 7500 camici bianchi e, per concludere, altri 15mila.

[b.m.]

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