Il fascino inestinguibile dei mattoncini LEGO, 68 anni dopo

28.01.2026 – 8.30 – Esattamente 68 anni fa, il 28 gennaio 1958, l’imprenditore danese Godtfred Kirk Christiansen brevettò un’invenzione che avrebbe rivoluzionato i pomeriggi di gioco di intere generazioni. Fu una genesi travagliata, quella che portò alla nascita dell’iconico e impareggiabile mattoncino: non un’illuminazione istantanea, bensì un’evoluzione graduale, che affonda le sue radici nella bottega di Ole Kirk Christiansen, falegname e padre di Godtfred. Fu proprio in quella bottega che germogliò la prima idea dei mattoncini assemblabili. L’invenzione fu battezzata nel 1934: il nome, ormai conosciuto in oltre 130 Paesi in tutto il mondo, è l’incontro delle parole danesi “leg godt”, “gioca bene”. Senza alcun dubbio, i LEGO si sono dimostrati all’altezza delle aspettative: questi mattoncini colorati hanno costruito mondi, costellato pavimenti e unito appassionati di ogni età da una parte all’altra del globo. Si sono trasformati in un linguaggio universale, versatile, fatto d’incastri e tentativi, disastri e trionfi. E oggi, a distanza di anni, si celebra la Giornata Internazionale dei LEGO, a testimoniare la portata di un fenomeno commerciale e culturale senza precedenti.

Il successo dei LEGO va forse ricercato nell’infinito potenziale che si cela in ogni scatola ricolma di mattoncini: combinazioni illimitate, istruzioni precise ma indubbiamente aperte alla personalizzazione, set adattabili alla fantasia del costruttore… è un’attività, non solo un gioco, che consente all’ingegno di esprimersi in migliaia di forme diverse. È un connubio perfetto di pazienza e creatività, che riesce ad affascinare ben oltre i confini dell’infanzia: la vasta community degli Adult Fan of LEGO (AFOL) ne è testimone. Tra le mani di questi professionisti della costruzione, i bricks diventano pura arte. Ma i LEGO, si sa, sono molto di più. Il gioco inizia con la magia della possibilità: una confezione nuova e piena di promesse, con le sue buste di plastica ancora intatte e quel piccolo manuale d’istruzioni ancora da sfogliare. O magari una grossa scatola piena di mattoncini di ogni forma e colore, da svuotare con una certa soddisfazione sul pavimento per iniziare liberamente a creare. Forse gli “iPad kids” di oggi non conoscono la complessità di una simile sfida: come spiegare, a chi non l’ha mai sperimentata, la ponderata delicatezza con cui s’incastra un mattoncino sull’altro? Come descrivere la lucida consapevolezza che un singolo errore potrebbe far crollare l’intera costruzione? E come esprimere a parole il brivido della caccia al pezzo giusto, perso in una scatola ricolma di blocchetti colorati? Questo è “giocare bene”. E se un mattoncino si conficca sotto la pianta del piede, o si perde nell’aspirapolvere, o svanisce nell’anfratto più remoto e irraggiungibile della casa, allora l’esperienza LEGO può dirsi vissuta fino in fondo.

Le inesauribili potenzialità dei mattoncini più amati al mondo hanno conquistato anche Trieste: dalla prossima primavera, il Castello di Duino ospiterà nuove opere realizzate dalla società francese Epicure Studio, fondatrice del concept internazionale “Histoire en Briques”: i mattoncini diventano in questo contesto un mezzo di espressione artistica, capace di valorizzare il patrimonio storico in chiave contemporanea. Così, la storia del Castello di Duino e dei Principi della Torre e Tasso prenderà vita in maniera innovativa, confermando ancora una volta come i LEGO siano entrati nell’immaginario comune, affermandosi come un fenomeno culturale a tutti gli effetti.

[b.m.]

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