USA, il visto passa dai social. Cinque anni di vita digitale sotto esame per entrare

14.12.2025 – 9.00 – Negli ultimi giorni è emersa una proposta dell’amministrazione statunitense che potrebbe cambiare profondamente le regole per entrare negli Stati Uniti. Tutti i visitatori, compresi i cittadini di paesi che normalmente non necessitano di visto, potrebbero presto dover fornire alle autorità il resoconto della loro attività sui social media degli ultimi cinque anni. Questo come parte del processo stesso di richiesta di autorizzazione di viaggio. Hanno pubblicato la riforma sotto forma di notifica nel Federal Register, la gazzetta ufficiale del governo americano.

Fa parte di un pacchetto più ampio di modifiche dell’Electronic System for Travel Authorization (ESTA). Il sistema elettronico che, cittadini di circa 42 paesi, usano per entrare negli USA senza visto per soggiorni fino a 90 giorni. Ma chi riguarda davvero questa riforma? Secondo il testo della proposta, riguarderebbe i cittadini dei paesi inclusi nel Visa Waiver Program (VWP). Un gruppo di 42 nazioni, tra cui figurano molti stati europei. Tra questi, Francia, Germania, Italia e Regno Unito. Così come paesi di altri continenti come Giappone, Australia e Corea del Sud.

Fino ad oggi questi cittadini potevano godere di ingressi brevi. Ad esempio, per turismo o affari, fino a 90 giorni, semplicemente compilando una domanda online con informazioni basilari come l’indirizzo di residenza, il numero di telefono e il pagamento di una tassa. Sotto il nuovo schema proposto, la presentazione della cronologia dei propri profili social degli ultimi cinque anni diventerebbe un requisito obbligatorio per ottenere l’autorizzazione all’ingresso. 

Nell’ambito della stessa iniziativa, le autorità intendono ampliare anche altri aspetti della raccolta dati. Oltre alla storia social completa, i richiedenti dovrebbero indicare informazioni più ampie. Indirizzi email utilizzati in un arco di tempo più lungo, e numeri di telefono. Oltre a ciò la potenziale introduzione di dati biometrici avanzati, come fotografie selfie, impronte digitali e scansioni dell’iride per rafforzare l’identificazione.

Secondo il governo americano, l’obiettivo principale di questa misura è rafforzare la sicurezza nazionale. Le autorità affermano che un controllo più approfondito della presenza online dei viaggiatori può aiutare a identificare potenziali rischi alla sicurezza. Nel testo proposto si fa riferimento a un’esigenza crescente di verificare l’identità e le intenzioni dei visitatori. Sempre in linea con altre iniziative di controllo più rigoroso, già intraprese nel corso del 2025, per diverse categorie di visti.

Dal punto di vista politico ed economico, la riforma è vista anche come un potenziale freno al turismo internazionale. In particolare per i prossimi eventi globali, come la FIFA World Cup del 2026, in cui gli Stati Uniti saranno tra i paesi ospitanti e richiameranno milioni di visitatori da tutto il mondo. Leader politici europei, come il Primo Ministro irlandese, hanno espresso pubblicamente dubbi sulla fattibilità e sull’efficacia della misura. La definirebbero poco praticabile e preoccupante nei suoi effetti sul flusso di viaggiatori.

Al momento non si è ancora dato il verdetto finale. La proposta è aperta a un periodo di commenti pubblici di circa 60 giorni durante il quale cittadini, organizzazioni e governi esteri possono inviare osservazioni prima che le regole vengano ratificate e implementate. Questo passaggio è fondamentale per valutare eventuali modifiche, opposizioni formali o aggiustamenti normativi che potrebbero influenzare la versione finale della misura.

[e.c.]

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