17.12.2025 – 10.00 – Nell’ambito della gestione del rischio legato alle catastrofi naturali, la Legge di Bilancio 2024 ha introdotto un obbligo assicurativo per le PMI: i termini per mettersi in regola e stipulare polizze di copertura per i danni causati da eventi catastrofali erano stati fissati al 31 marzo – poi prorogato al 30 giugno – per le grandi imprese; al primo ottobre per le medie imprese e si estenderanno fino al 31 dicembre per le piccole e microimprese italiane. L’obiettivo di questo provvedimento è rafforzare la resilienza del tessuto produttivo nazionale, offrendo una protezione preventiva contro i danni materiali o economici derivanti da eventi estremi, la cui frequenza sta aumentando anche per effetto dei cambiamenti climatici. Interessate a stipulare una polizza per eventi catastrofali sono tutte le imprese iscritte al Registro delle Imprese e le imprese con sede legale all’estero ma con stabile organizzazione in Italia, che impiegano beni materiali nel territorio nazionale. Sono escluse dall’obbligo le imprese agricole soggette a disciplina specifica e alcune attività prive di beni materiali rilevanti per l’impresa.
Il pacchetto stipulato deve coprire i danni che potrebbero essere causati da eventi sismici e terremoti, alluvioni, frane, inondazioni ed esondazioni e riguarda i danni diretti subiti da terreni e fabbricati, impianti e macchinari, e attrezzature industriali e commerciali. La copertura può inoltre essere personalizzata con garanzie accessorie, come la perdita di profitto o i danni indiretti, a seconda delle esigenze dell’impresa. Le aziende che non adempissero a tale obbligo potrebbero subire ricadute negative dirette e collaterali, come il rischio di doversi sobbarcare completamente il costo dei danni in caso di evento catastrofale, con impatti potenzialmente devastanti sulla sopravvivenza dell’attività; potrebbero inoltre essere escluse da contributi e agevolazioni pubbliche legate a investimenti o interventi post-calamità, senza contare il danno d’immagine cui l’azienda potrebbe andare incontro, evidenziandosi come impresa che non rispetta le normative di fronte a clienti, investitori e stakeholder.
Si tratta di un tema delicato e di grande rilevanza, soprattutto a seguito dell’ondata di maltempo che ha attraversato il Friuli Venezia Giulia nel novembre di quest’anno: in poche ore, tra il 16 e il 17, vaste aree delle province di Gorizia e Udine sono state investite da piogge torrenziali tali da far tracimare i fiumi Torre, Judrio e altri corsi d’acqua minori, provocando allagamenti diffusi, evacuazioni e l’interruzione di servizi e attività. Secondo i dati raccolti, in meno di dodici ore sono caduti tra i 250 e i 260 mm di pioggia in diverse località. Gli effetti di quell’alluvione sono stati tragici sia sul piano umano sia su quello economico: almeno due persone hanno perso la vita, centinaia di residenti sono state sfollate e intere aree agricole e urbane sono rimaste sommerse dall’acqua e dal fango. Le ripercussionidell’alluvione hanno interessato il patrimonio edilizio e infrastrutturale, ma anche il comparto agricolo, dove oltre mille ettari di coltivazioni sono finiti sott’acqua, con stime di perdite ingenti per imprese e famiglie. Ecco perché l’introduzione di polizze obbligatorie contro gli eventi catastrofali rappresenta un importante strumento di gestione del rischio: anziché affidarsi esclusivamente agli interventi post-evento dello Stato, la normativa invita le imprese a dotarsi di strumenti di prevenzione finanziaria e di protezione del patrimonio, in risposta a emergenze che non si possono prevedere e che raramente si riescono ad arginare.
[a.c.]


