Krško, anche la Croazia deve gestire le scorie nucleari della centrale

14.12.2025 – 10.30 – Quando la centrale nucleare di Krško fu realizzata, negli anni della Jugoslavia, si considerò solo il puro aspetto geografico; il fatto che fosse condivisa da quanto sarebbe divenuta la Slovenia e la Croazia era di poca importanza. Nonostante il recente ingresso di quest’ultima nell’UE, si continua a ragionare in termini nazionali e la centrale nucleare, in larga parte gestita dalla Slovenia, è questione di litigi e piccoli incidenti diplomatici.
Si colloca in questo alveo la gestione dei rifiuti radioattivi della centrale di Krško, in teoria un affare condiviso tra Lubiana e Zagabria. Gli accordi tra le due nazioni prevedono infatti che i rifiuti nucleari, di bassa e media intensità, vengano equamente divisi tra le due nazioni; e tuttavia se la Slovenia sta costruendo da tempo un sito di smaltimento apposito, la Croazia non ha ancora pianificato nulla. Eppure l’accordo, ha ricordato il segretario di Stato al Ministero dell’Economia Vedran Špehar al Parlamento, è vincolante.

Si è pertanto tenuta una discussione sul disegno di legge per la costruzione del Centro nazionale di smaltimento croato che, oltre a raccogliere le scorie, servirà anche alla produzione di rifiuti nucleari di ospedali e impianti radiologici. Tra le aree all’inizio ‘papabili’ erano state valutate Petrova gora, Moslavačka gora e Papuk. La scelta definitiva è ricaduta sulla ex caserma di Čerkezovac, sulla Trgovska gora, a circa cento km a sud di Zagabria, al confine con la Bosnia ed Erzegovina. Il Comune vicino al sito riceverà un’ingente compensazione economica, anche se già si presentano all’orizzonte comitati per il no e picchetti di Ninmby. La centrale nucleare slovena ha ricevuto un’estensione di attività pari a vent’anni e pertanto il sito dovrà restare attivo fino al 2043 con una possibile proroga fino al 2063.

E cosa succederà con la realizzazione del secondo reattore? Avrebbe senso continuare la gestione condivisa, ma dalle dichiarazioni pervenute sembra esservi una generale disaffezione croata verso il nucleare. Lo stesso sito di smaltimento è lungi dall’essere confermato, perché servirà dopo il disegno di legge una valutazione d’impatto ambiente che dovrà dare esito positivo. La soluzione maggiormente logica avrebbe dovuto essere un passaggio nelle mani slovene dell’intera operazione, ma le trattative croate, per quanto lunghe e protratte, non avevano prodotti risultati, col rifiuto sloveno di gestire interamente tutte le scorie prodotte.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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