24.12.2025 – 8.00 – Omicidio Granieri, la cancellazione dei video di sorveglianza dal cellulare della vittima diventa l’elemento centrale dell’inchiesta e contribuisce a rafforzare, secondo fonti investigative, anche la pista di sicari professionisti provenienti da fuori confine. È attorno a questo nodo che si stanno concentrando le verifiche della Squadra Mobile della Questura di Trieste, mentre dalla Procura continua a non arrivare alcuna comunicazione ufficiale. Nicola Granieri, 73 anni, è stato ucciso con un colpo di pistola alla nuca nel salotto del suo appartamento di via Machlig. L’uomo aveva installato un sistema di videosorveglianza collegato al proprio telefono cellulare. Al momento del ritrovamento del dispositivo, i filmati risultavano cancellati. Un dettaglio che gli investigatori considerano tutt’altro che marginale, perché indica un’azione mirata, compiuta con la consapevolezza di dover eliminare possibili prove.
Proprio questo elemento, secondo quanto si apprende, avrebbe aperto riflessioni più ampie sulla natura dell’omicidio. La cancellazione selettiva dei video, unita alle modalità di esecuzione, viene letta come un comportamento compatibile con soggetti abituati ad agire con metodo, in grado di muoversi rapidamente e di ridurre al minimo le tracce. Da qui l’attenzione su figure non riconducibili al contesto locale e la valutazione di un possibile coinvolgimento di persone arrivate dall’esterno, anche da fuori confine. A rafforzare questo scenario concorrono più elementi investigativi. In primo luogo, le audizioni svolte in Questura poche ore dopo il ritrovamento del cadavere. Due persone sono state ascoltate nel pomeriggio dello stesso giorno della scoperta del corpo. Le informazioni raccolte in quella fase iniziale vengono ora rilette alla luce degli accertamenti successivi e potrebbero aver fornito indicazioni su contatti, frequentazioni o dinamiche non circoscritte al territorio cittadino.
Un secondo fronte riguarda proprio il telefono cellulare di Granieri. Oltre alla cancellazione dei video della telecamera, sul dispositivo sarebbero stati individuati altri elementi di interesse investigativo, ora al vaglio degli specialisti. Dati, contatti e cronologie vengono analizzati per verificare eventuali collegamenti con persone non residenti o movimenti che possano suggerire una preparazione del delitto non estemporanea. Parallelamente prosegue l’analisi delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private presenti nella zona di via Machlig. Le immagini acquisite servono a ricostruire accessi, spostamenti e presenze nelle ore precedenti e successive all’omicidio, anche con l’obiettivo di individuare soggetti entrati e usciti rapidamente dall’area. Un lavoro di incrocio che tiene insieme dati ambientali, digitali e testimoniali. Sul piano del contesto, come riportato da Telefriuli, nell’abitazione è stato rinvenuto anche un quaderno con annotazioni, una sorta di libro mastro in cui Granieri segnava rapporti e operazioni economiche. Il documento, ora al vaglio degli investigatori, contribuisce a delineare un quadro di relazioni ampie e articolate, che potrebbe aver esposto l’uomo a interessi esterni e a contatti non esclusivamente locali.
È dunque dall’insieme di questi elementi – la cancellazione dei video dal cellulare, le informazioni emerse dalle prime audizioni, i dati contenuti nel telefono, l’analisi delle telecamere della zona e il contesto ricostruito attraverso il libro mastro – che nasce la valutazione della pista fuori confine. Un’ipotesi che al momento resta al vaglio, ma che viene considerata coerente con una dinamica professionale e pianificata dell’omicidio. L’indagine prosegue su più livelli. La cancellazione dei filmati di sorveglianza dal telefono della vittima resta il punto di partenza di una ricostruzione che potrebbe portare ben oltre i confini cittadini, in un caso che, a distanza di giorni, continua a presentare contorni complessi e ancora irrisolti.
[f.v.]


