Da Von der Leyen a Lavrov, le dichiarazioni in attesa dell’incontro Trump-Zelensky

28.12.2025 – 15.30 – Ecco le dichiarazioni dei leader politici in attesa dell’incontro oggi in Florida tra il presidente statunitense Donald Trump e l’omologo ucraino Volodymyr Zelensky. L’appuntamento è all’una del pomeriggio americano (Eastern standard time), quando in Italia saranno le 19, e cioè un paio d’ore prima rispetto a quanto previsto inizialmente: l’anticipo è stato deciso dalla Casa Bianca, senza fornire ulteriori spiegazioni. Nel frattempo Trump ha commentato al New York Post: “Abbiamo buone possibilità. Ho risolto otto guerre, e questa è la più difficile di tutte. Ma penso che ce la faremo. Penso che loro (il governo di Kiev) vogliano farlo ora, e penso che anche la Russia voglia farlo. Ma ogni volta che uno vuole farlo, allora l’altro no”. Ieri sera la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha fatto sapere su X che c’è stata una telefonata in vista dell’incontro: “Abbiamo appena preso contatto con diversi leader in vista dell’incontro tra i presidenti Trump e Zelensky sui colloqui di pace. Accogliamo con favore tutti gli sforzi che conducono al nostro obiettivo comune, una pace giusta e duratura che preservi la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina. E che rafforzi le capacità di sicurezza e difesa del Paese, come parte integrante della sicurezza del nostro continente. Nel 2026, la Commissione europea 
continuerà a fare pressione sul Cremlino, sostenere l’Ucraina e lavorare intensamente per accompagnarla nel suo percorso verso l’adesione all’Ue“. Della telefonata dà riscontro in una nota anche il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, che ribadisce “l’importanza, mai come in questo momento, di mantenere l’unità di vedute tra partner europei, Ucraina e Stati Uniti per porre fine a quasi quattro anni di conflitto. Solo attraverso questa solida unità di vedute la Russia può essere posta di fronte alle proprie responsabilità e spinta a dimostrare una reale disponibilità a sedere al tavolo dei negoziati”. Anche Zelensky interviene, su X. “Sono grato agli amici dell’Ucraina Mark Carney, Emmanuel Macron, Alexander Stubb, Friedrich Merz, Giorgia Meloni, Mette Frederiksen, Donald Tusk, Dick Schoof, Jonas Gahr Støre, Ulf Kristersson, António Costa, Ursula von der Leyen, Mark Rutte e Jonathan Powell per il loro coordinamento e sostegno”, scrive il capo di Stato ucraino: “Abbiamo discusso i progressi sul fronte diplomatico, esaminato le priorità, e dopo l’incontro con il presidente Trump continueremo la discussione. Sono necessarie posizioni forti sia al fronte che in diplomazia per impedire a Putin di manipolare una fine reale e giusta della guerra”. Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha rilasciato un’approfondita intervista alla Tass, in cui dice di apprezzare gli sforzi di Trump verso la risoluzione del conflitto russo-ucraino: “Ci impegniamo a continuare a lavorare con i negoziatori americani per elaborare accordi duraturi e affrontare le cause profonde del conflitto. Zelensky e i suoi curatori europei non sono pronti a impegnarsi in colloqui costruttivi. Dopo che una nuova amministrazione è salita al potere negli Stati Uniti, l’Europa e l’Unione Europea sono emerse come i principali ostacoli alla pace. Non fanno mistero del fatto che si stanno preparando a combattere la Russia sul campo di battaglia”. Alla domanda sulla nuova strategia di sicurezza nazionale americana (Nsa), Lavrov risponde: “Alcune delle idee esposte non sono in contrasto con gli sforzi per promuovere il dialogo tra Russia e Stati Uniti. Non contiene alcun appello per sottoporre la Russia a una politica sistemica di contenimento e deterrenza. Potrebbe essere la prima volta che gli Stati Uniti mettono pubblicamente in discussione l’impegno della Nato a espandersi”. Alla domanda se i politici Ue abbiano superato un punto di non ritorno nelle relazioni con la Russia, Lavrov risponde: “La Ue ha cercato di smantellare i meccanismi per lavorare con la Russia verso il 2014. È difficile dire se leader come Ursula von der Leyen, Friedrich Merz, Keir Starmer, Emmanuel Macron e simili abbiano raggiunto un punto di non ritorno. Le ambizioni (di infliggere una sconfitta strategica alla Russia) li hanno letteralmente accecati. Non c’è bisogno di avere paura che la Russia attacchi qualcuno. Ma se qualcuno dovesse prendere in considerazione l’idea di attaccare la Russia, dovrebbe affrontare un contraccolpo devastante”.

[l.g.]

 

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