12.07.2025 – 07.01 – Esiste una cucina triestina? È difficile definirla, ma senza dubbio la risposta consueta prevede che sia un mix tra le tradizioni tedesche, slovene e italiane. L’influenza austriaca rimane preponderante, il ‘gusto’ è quello sloveno, ma la base è italiana. Una tradizione che non sembra tuttavia sufficiente a supportare la qualità enogastronomica triestina, perché la prestigiosa rivista Vanity Fair, elencando i 15 migliori ristoranti della regione Friuli Venezia Giulia, ha selezionato solo due locali giuliani.
L’articolo, al debutto in questi giorni, avvisa il lettore di non preoccuparsi se i piatti hanno “nomi stranieri”, perchè “sono buonissimi”. Il FVG viene definito “Mitteleuropa pura, contaminazione meravigliosa di tecniche e sapori”, avvertendo i lettori che se per l’Antica Trattoria Suban “per il menù e gli arredi sembra di essere in pieno Ottocento” tuttavia “si mangia sempre bene”. Il giornalista seleziona, per la provincia di Trieste, l’Antica Trattoria Menarosti, definita “Luogo iconico della città, gestito dalla famiglia Benussi” con un “Menu semplice ma perfetto” e “un ambiente accogliente, arredato in stile retrò”. Segue a breve distanza l’Antica Trattoria Suban, definito “un luogo ad altissimo tasso di fedeltà e consigliabile per chi vuole scoprire la tipica cucina di terra e di confine”. Qui “gli ultimi 150 anni del capoluogo giuliano sono passati in queste sale e soprattutto lo splendido pergolato”.
Però la rassegna termina qui: per il Goriziano, forte della nomina a Capitale europea della cultura, c’è Devetak, presso Savogna di Isonzo, Rosenbar nel centro storico isontino e, uscendo un po’ dalle rotte tradizionali, L’argine a Vencò a Dolegna del Collio. I restanti ristoranti appartengono tutti a Pordenone e, in particolar modo, alla provincia di Udine. Seppur in una visione che privilegia i piatti classici e tradizionali, la preponderanza friulana e pordenonese è evidente. È possibile considerarlo come una sottovalutazione della scena ristorativa triestina o, al contrario, come a un’esortazione a fare di meglio, ad osare di più.
[z.s.]


