23.07.2025 – 15.00 – Dopo le notizie dei trimestri, giungono le prime informazioni ufficiali sui dati della merce movimentata nel primo semestre dell’anno per il porto di Trieste. Si registra un generale calo in (quasi) tutti i settori, per quanto molto lieve. Le cause sono molto diverse: la fine dell’alleanza 2M, le incertezze legate ai dazi di Trump (anche se le conseguenze reali giungeranno più avanti nel corso del 2025-2026) e le problematiche connesse ai lavori in corso sulle ferrovie austriache. In totale, guardando ai dati complessi, sono state movimentate 28 milioni (28747489) di tonnellate di merce, con un calo del -0,21% a confronto col 2024.
Scendendo nel dettaglio dei diversi settori è in calo il comparto del petrolio (rinfuse liquide) con un -0,34% ( 19.772.629 tonnellate); pesante, considerando l’importanza del settore, il calo dei TeU, con un –1,74% (383.008 TEU movimentati). A questo proposito il traffico ‘hinterland’ (gateway diretto) si attesta a 273.758 TEU (+5,30%), mentre il transhipment si ferma a 109.250 TEU (–15,85%). A sorpresa in crescita invece il settore delle merci varie (+0,15%) con 8.919.910 tonnellate movimentate; occorrerebbe a questo proposito riflettere come sia uno dei pochi settori del porto senza reali spazi dedicati, anche nei progetti futuri (Molo VIII docet). Anche il traffico crocieristico, nonostante i dibattiti sul turismo di massa a Trieste, appare in calo, con un –13,90% e 106.812 passeggeri sbarcati nel capoluogo giuliano. Non va meglio sul fronte ferroviario, con un calo del –0,78% e 4058 treni movimentati. L’asse di Tarvisio continua a risentire delle conseguenze legate all’interruzione della linea dei Tauri, durata quasi un anno e conclusasi a metà luglio, cui si aggiungono i lavori tuttora in corso sulla Pontebbana, con fine prevista per i primi di agosto. La situazione infrastrutturale non ha ancora consentito un recupero nelle performance dei collegamenti via ferro.
Risolleva un po’ l’intera rassegna il comparto Ro-Ro, di nuovo in forte crescita: 155.391 unità transitate con un +5,28%. L’Autostrada del Mare ha contato 477 toccate nei primi sei mesi dell’anno, rispetto alle 401 dello stesso periodo del 2024 (+18,95%).
Il semestre si chiude invece con un rialzo a doppia cifra per i volumi totali movimentati nel porto di Monfalcone, che raggiungono 2.321.950 tonnellate e segnano un incremento del 37,89%, spinti in particolare dalle rinfuse solide, le quali salgono a 1.925.503 tonnellate con una crescita del 45,51%, dove i prodotti metallurgici, costituenti la componente principale, si attestano a 1.777.800 tonnellate registrando un +42,20%, mentre i cereali crescono a 29.975 tonnellate con un aumento del 137,33% e i materiali per edilizia arrivano a 51.720 tonnellate segnando un +86,16%, e dove i prodotti chimici, soprattutto l’urea proveniente da Egitto e Algeria, totalizzano 47.500 tonnellate con un incremento del 45,71%; nel traffico dei veicoli commerciali si contano 54.442 mezzi transitati, che rappresentano un +23,02%, e i treni movimentati nello scalo monfalconese sono stati 1.146, con un aumento del 25,25%, a conferma del rafforzamento della componente intermodale su Portorosega.
[z.s.]


