‘Le Affinità di Confine’, alla ricerca dei legami architettonici tra Slovenia e Trieste

02.07.2025 – 15.45 – Spesso può succedere, visitando una città straniera, che un edificio o una piazza ricordi un simile caseggiato nel proprio paese: “Ehi, è simile a…”. Oppure: “sembra di essere a…”. Non si tratta solo di suggestioni, perchè l’architettura quale movimento culturale travalica i confini e si allarga spesso a interi continenti, declinata poi in chiave nazionale dagli architetti locali. Lo stile definito da molti detrattori “fascista” è spesso solo modernismo con tocchi di classicismo, presente con eguali tecniche costruttive anche negli Stati Uniti degli anni Venti e Trenta; il brutalismo tanto deprecato nell’Unione Sovietica e nei paesi dell’Europa orientale si ripresenta con le stesse forme massicce e cementizie anche nelle periferie italiane, inglesi e francesi; i templi della giustizia tanto famosi negli USA recuperano stilemi dell’antichità greco-romana già oggetto di revival nella Germania del 1800; e così via. Ciò non potrebbe essere più chiaro che nella mostra ‘Le Affinità di Confine. Architetture tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia‘, inaugurata oggi, 3 luglio 2025, negli spazi del Magazzino delle Idee. Mostra ‘a cinque’: l’ideazione è infatti frutto di Guido Comis dell’Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia (ERPAC), l’allestimento e la curatela degli esperti Luka Skansi e Paolo Nicoloso; e infine l’ingente realizzazione fotografica (quasi cento edifici ‘catturati’) da parte dei fotografi Roberto Conte e Miran Kambič. La mostra si inserisce nel palinsesto di GO! 2025&Friends, il programma di eventi collegato a GO!2025 Nova Gorica – Gorizia Capitale europea della Cultura.

L’esposizione è strutturata con un’unità base costituita da un dittico di fotografie: un’immagine di un edificio del Friuli Venezia Giulia e un’altra di un manufatto della Slovenia. L’obiettivo è stato di mostrare elementi affini e diversi, somiglianze inaspettate e diversità profonde. I curatori hanno, in alcuni casi, scelto la strada della vicinanza di funzione: palazzi della giustizia, ad esempio; o chiese rurali; in altri casi ancora la somiglianza è architettonica (caso classico i grattacieli di Trieste e Lubiana), ma la funzione può essere diversa; e infine non mancano casi di esperimenti architettonici che, seppure identici, hanno avuto successo in un paese e sono falliti in un altro; ed è questo il caso dell’edilizia popolare del 1960-70 (Rozzol Melara e Maribor, ad esempio).
Ma non si tratta solo di edifici storici, monumentali o caratterizzati dal gigantismo del secolo scorso: i curatori hanno ad esempio comparato anche il supermercato Pam di Trieste, costruito tra il 1972-73, dalla rodata coppia Celli-Tognon, con il centro commerciale Šiška a Lubiana, del 1960-64. Identica funzione, periodo simile, ma se nel caso italiano l’edificio è una grande massa di cemento scolpita, nel caso sloveno si solleva con venti vetrate e un ricco apparato decorativo.

La mostra si terrà dal 3 luglio al 12 ottobre 2025, con apertura dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 19.00, lunedì chiuso. Apertura straordinaria il 15 agosto.
Biglietto intero € 8,00; ridotto € 5,00 per over 65, ragazzi tra 12 e 18 anni non compiuti, studenti fino a 26 anni non compiuti, persone con disabilità. Ridotto gruppi: € 4,00 a persona con guida (più € 50,00 per la guida), € 5,00 a persona senza guida. Massimo 25 persone, prenotazione a [email protected].
Ingresso gratuito per bambini sotto i 12 anni, accompagnatori di gruppi (1 ogni gruppo), insegnanti con classi (2 ogni gruppo), un accompagnatore per disabile, tesserati ICOM, FVG Card, giornalisti con tessera dell’Ordine in servizio. La biglietteria chiude alle 18.30. Informazioni: magazzinodelleidee.it, [email protected], +39 040 3774783.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore