Futuro Molo VIII, il nodo dei trasporti su gomma. È previsto un nuovo collegamento con la GTV

09.07.2025 – 07.01 – Come si articolerà il trasporto da/per il nuovo Molo VIII? La questione si pone come particolarmente importante considerando come cattivi collegamenti stradali siano di solito causa di proteste e disagi nei vicini quartieri, specie quando i trasporti via camion ostacolano il transito della rete urbana e dei veicoli cittadini. A nessuno, in altre parole, piace avere file di camion nel mezzo della città; eppure è quanto succede in molti rioni. L’argomento è stato affrontato con il secondo incontro del ciclo di dibattiti pubbliciLa mobilità da e per l’area di espansione portuale“, tenutosi lo scorso martedì 8 luglio, con l’usuale modalità online.
Eric Marcone, Direttore pianificazione, ambiente ed energia dell’Autorità Portuale, ha sintetizzato i flussi previsti, ricordando che sono previsti col nuovo Molo VIII “una quarantina di camion all’ora e 5mila treni all’anno“. Volumi, considerevoli, specie su gomma; i quali tuttavia il porto sembra essere convinto di poter gestire con efficacia.
Guyonne Querner, Project Manager per Logistica Giuliana, ha snocciolato i dati di traffico previsti: 88mila TeU all’anno nel 2030, con previsioni di giungere a 416mila TeU nel 2035; 77mila RoRo nel 2030 e, cinque anni dopo, 95mila; e, a livello invece di viabilità, 21 camion all’ora, pari a 40mila TeU all’anno dall’inaugurazione, poi decuplicati a 49 camion all’ora nel 2035, pari a 163mila TeU. Stime invece un po’ più basse per il Ro Ro, con 44mila RoRo previsti all’anno, in crescita a 51mila nel 2035. Si prevede invece, sul fronte ferroviario, 6 treni al giorno nel 2030 e cinque anni dopo il doppio, 12; pari a 39mila TeU mobilitati nel primo anno di funzionamento e 199mila nel 2035; molto più tenue l’aumento del RoRo, previsto da una base di 33mila movimentati via treno nel 2030 e 44mila nel 2035. In generale, ha avvertito la Querner, si prevede poi un margine di crescita di un ulteriore 6% di volumi in transito. Il nodo della questione rimane però il transito dentro e fuori il molo VII, col timore di quelle code, di quegli ingorghi che vanno caratterizzando HHLA Plt Italy.
Sotto il profilo tecnologico si prevedono 2 corsie di entrata e 2 di uscita, con riconoscimento ottico delle merci tramite OCR; sono inoltre in progetto due coppie di 7 corsie doganali per entrare/uscire e, allo stesso modo, 2 coppie di 4 corsie commerciali. Il dato qui di maggiore importanza è come nessun traffico merci passerà attraverso via Degli Alti Forni, ma verrà realizzato un nuovo collegamento con la Grande Viabilità triestina (GTV). L’innesto ferroviario avverrà invece tramite un collegamento diretto di RFI.
Il flusso di traffico è stato suddiviso, sulla base delle simulazioni, in un movimento dal varco all’area stoccaggio; dal parco ferroviario all’area stoccaggio; e dall’ormeggio container ed area RoRo all’area stoccaggio.
In un ambito diverso i flussi di camion per il trasporto del materiale necessario alla costruzione del Molo VIII procederanno attraverso via degli Alti Forni; però è stato specificato come ciò sarà l’ultima soluzione possibile, si preferirà in ogni caso il trasporto del materiale (es. edile) via mare.
“Vogliamo garantire un accesso rapido e diretto alle aree portuali e alle attività industriali nelle aree limitrofe” – ha spiegato Querner – ed evitare che i flussi dei mezzi pesanti vadano ad intasare le arterie urbane”.

Paolo Crescenzi, Direttore Infrastrutture Ferroviarie e Stradali per l’Authority di Trieste, specificatamente per il ‘Progetto Servola‘, ha invece illustrato la nuova rete ferroviaria necessaria per la competitività del Molo VIII, specie a fronte dei lusinghieri dati dell’ultimo report internazionale. L’iter prevede, nell’area dell’ex Ferriera di Servola, una Messa in Sicurezza Permanente (MISP) alla quale seguirà la costruzione degli edifici pubblici necessari (es. garitte e uffici per le Dogane, Guardia di Finanza, ecc ecc); tuttavia la maggiore opera rimarrà la Stazione ferroviaria commerciale detta ‘Nuova Servola‘ pensata come un hub centrale per l’intera zona. Questa consisterà infatti di un fascio di 10 binari da 750 m per gli arrivi e le partenze, connesso alla linea ferroviaria Campo Marzio – Aquilinia. La Stazione sarà connessa coi 9 binari della Servola-Aquilinia; dalle spiegazioni offerte la funzione sembra essere soprattutto di connettere i tanti raccordi della zona industriale. Crescenzi ha parlato in tal senso di “ottimizzare le aree in funzione di un modello gestionale per una ripartizione modale a favore della ferrovia”.
Il progetto rientra in effetti in una carrellata di lavori ferroviari da tempo in corso: partendo da Campo Marzio vi sono i 16 binari per 750m di Triesterailport (TSCM) con la prima fase di completamento prevista entro l’anno prossimo; la nuova stazione di Aquilinia prevede invece 4 binari per 750m, con il completamento in programma per il 2026; passando alle zone franche nell’entroterra FREEeste possiede dal 2023 4 binari con modulo treni da 560m; e dirigendosi infine verso l’area industriale e Muggia l’ungherese Adria Port prevede un fascio di binari non specificato entro il 2027, sempre da 750m e infine l’area di Noghere anch’essa un non chiaro supporto ferroviario da 750m, con tempi di completamento ancora nebulosi. Evidente, in questo contesto, l’importante ruolo di cerniera della nuova Stazione di Servola presso il molo VIII. In teoria, mettendo insieme nuovi e vecchi binari, si approda a 25mila treni all’anno, raddoppiando la capacità complessiva.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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