18.06.2025 – 13.40 – Quali sono stati i cambiamenti apportati a Miramare negli ormai otto anni di gestione della direttrice Andreina Contessa? Il bilancio annuale, presentato oggi durante il convegno ‘Miramare, natura che ispira cultura’, mercoledì 18 giugno, nella cornice di piazza dell’Unità, rivestiva un significato speciale, perchè coincideva con la fine del mandato: un’occasione pertanto onde vedere com’era Miramare quasi un decennio addietro e com’è oggigiorno.
Nel 2017, ha spiegato la Contessa, c’era innanzitutto “uno scollamento tra Miramare e la città“: sembravano due elementi distinti e separati e pertanto, proprio con ‘Thinking Miramare’, si è cercato la via del dialogo con la cittadinanza.
Ad un livello invece più banale c’era “un’emergenza continua“, ha ricordato la Contessa: era nei primi mesi impossibile fare un’agenda che non fosse costellata di piccole emergenze che chiedevano una soluzione impellente, assorbendo tempo e risorse.
Infine, all’interno del comprensorio di Miramare, c’era un’ulteriore separazione tra la dimora storica e il parco: correva allora “dare al parco la stessa attenzione riservata al castello”, infatti “il parco e le serre erano un po’ nell’ombra” mentre adesso “c’è una pluralità di nuove identità”. Se vogliamo non un semplice giardino, ma un autentico “Museo verde”, con pari dignità del castello.
L’elenco delle opere è in effetti impressionante; sebbene occorra osservare come, nella gestione della Contessa, fossero stati sbloccati fondi statali del tutto assenti ai suoi predecessori.
Si è partiti allora col restauro “delle parti in sofferenza” a partire “dalle finestre del castello che si aprivano quando c’era un temporale o la Bora, allagando gli interni” e proseguendo con “la torretta, recuperata grazie alla Fondazione CRTrieste”.
Il parco aveva accusato i danni maggiori nel parterre, integralmente recuperato con “uno studio botanico-storico e cioè un progetto scientifico all’altezza”. Poi il recupero di diversi manufatti dispersi nel parco: il Castelletto, chiuso da quindici anni; le serre, l’orangerie, il Bagno Ducale e la cappella di San Canciano. Che cosa manca, alla fine? “L’area prospiciente il porticciolo di Grignano è pronta, attendiamo solo l’ascensore” ha ricordato la Contessa.
All’interno del parco sono stati creati “percorsi alternativi, in modo da disseminare le persone su zone meno frequentate”.
Tra le nuove creazioni spicca l’idea di un vivaio naturale, con i semi in origine pensati dall’arciduca Massimiliano: una riserva di futuri alberi coi quali rinfoltire e rimpiazzare quelli troppo anziani o malati. Ad esempio “quando la grande sequoia giungerà alla fine del suo ciclo vitale, vi sarà chi la sostituirà” ha spiegato la Contessa.
Sul fronte infrastrutturale ancora nebuloso il futuro, ma sono stati menzionati i nuovi depositi, pensati per inserirsi ad hoc nel comprensorio, e il ripensamento dei parcheggi antistanti l’ingresso.
Sotto il profilo invece culturale la direttrice ha snocciolato la successione di mostre e le nuove acquisizioni, alcune inaspettate, qual è stato il caso dello scettro dell’imperatrice Carlotta. Ormai famose inoltre le conferenze di Miramare dove scienza, arte e cultura si parlano; e i (tanti) eventi musicali e teatrali con un forte legame col territorio.
I numeri d’altronde danno ragione all’investimento: i visitatori sono schizzati dai 240mila di dieci anni fa agli odierni 400mila, quasi raddoppiando; e il bilancio, con gli incassi dei biglietti e del bookshop, è cinque volte più grande rispetto al passato.
Rimarrà in vigore dopo la fine del mandato, oltre al comitato scientifico e al team creatosi negli anni, un “piano di manutenzione attivo che monitora la situazione del parco, con un’area compostabile e una stazione metereologica”. Un’assicurazione sul futuro del parco.
“Miramare è uno dei motivi per i quali Trieste è Trieste” ha osservato il moderatore, poi autore di un’intervista alla direttrice, Fabrizio Brancoli per Il Piccolo di Trieste. “La Contessa è andata oltre, ha trasformato una cartolina in un luogo attivo e speciale”.
“Come gli impressionisti trasferivano la natura sulla cultura e cioè i quadri e come gli studi scientifici si sono ispirati alla natura, oggigiorno con Miramare la cultura ora difende la natura – ha osservato l’assessore al patrimonio per la Regione Friuli Venezia Giulia Sebastiano Callari – Una difesa dell’ambiente considerato strettamente legato all’umanità. Il parco di Miramare è un esempio del rapporto positivo tra l’uomo e l’ambiente circostante”.
Un affettuoso saluto è invece giunto dal Comune di Trieste attraverso le parole del sindaco Roberto Dipiazza, il quale ha ricordato che “questi sono stati otto anni straordinari, ogni volta che mi recavo al parco c’era qualcosa di nuovo”. Invece “otto anni fa il castello era un po’ malridotto, la Contessa ha portato nuova vita”.
[z.s.]


