Parco di Miramare, presentati gli ultimi restauri. Dal crocefisso nella cappella di San Canciano al parterre e l’approdo dell’arte contemporanea  

16.04.2025 – 15.30 – Dal restauro dell’antico crocefisso e l’apertura della cappella di San Canciano al parterre retrostante e alla nuova installazione d’arte contemporanea firmata da Davide Rivalta nell’ambito della mostra “Naturae, ambienti di arte contemporanea” allestita alle Scuderie. Con le inaugurazioni di oggi al Parco di Miramare si conclude il lungo ciclo di interventi di riqualificazione dell’area nord-ovest che va dal Castelletto al complesso delle Serre. Tra le nuove installazioni anche un pannello tattile per rendere l’esperienza museale sempre più inclusiva. «Il Parco storico – ha detto il direttore del Museo e Parco del Castello Andreina Contessa – acquista ora la sua intera valenza di giardino romantico dove trovano posto anche l’angolo della spiritualità e la passeggiata archeologica”.  Il progetto di restauro della Cappella di San Canciano ha previsto innanzitutto la messa in sicurezza del manufatto, le murature sono state restaurate e i giunti sigillati. Anche il crocefisso ligneo è stato sottoposto a restauro conservativo e per proteggerlo dall’ambiente esterno è stato collocato un serramento verticale in vetro e acciaio. All’interno della cappella sono stati collocati reperti pregiati di piccole dimensioni. All’estero fanno mostra di sé elementi più grandi come basi di colonna, capitelli con motivi naturalistici, fusti di colonna. L’area è accessibile tramite una scala pedonale.

La tradizione dice che il crocefisso fu costruito in onore di Ferdinando Massimiliano con il legno della fregata Novara, nave sulla quale molti viaggi aveva compiuto Massimiliano e che ebbe il compito di riportarne le spoglie dal Messico a Trieste. La figura del Cristo è alta 1,80 cm. È stato necessario un intervento in laboratorio perché versava in condizioni molto critiche con una policromia fortemente erosa. Passando al Parterre, se le alberature (conifere e cipressi) sono rimaste inalterate, sono stati studiati scenari di fioritura sia primaverile che estiva. Sono stati messi a dimora tulipani botanici che garantiranno la fioritura a marzo, si tratta di bulbose che si moltiplicano. In estate verranno collocate canne indiche sia in prossimità delle aiuole della fontana che del grande trilobo. Da oggi 16 aprile, infine, due nuove opere firmate da Davide Rivalta e Mario Schifano si inseriscono nel percorso espositivo sino al 9 novembre. “I nuovi lavori – ha spiegato la curatrice dell’esposizione Melania Rossi – aprono a ulteriori riflessioni tra uomo e natura, legati da un rapporto profondo e intenso». La grande tela di Schifano rappresenta un cielo stellato con il fiume, un paesaggio mentale e non naturalistico mentre il grande gorilla di Rivalta è l’animale selvatico dall’aspetto spaventoso e dirompente che contrasta (volutamente) con l’ambiente romantico circostante.

[e.b.]

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