12.06.25 – 09:00 – Social media e promozione turistica, un’accoppiata più che vincente. Ed è proprio il Friuli Venezia Giulia ad aggiudicarsi il ruolo di regione più social d’Italia per quanto riguarda le proposte e le performance capaci di attirare visitatori.
Con un punteggio di 72 punti, il Friuli Venezia Giulia arriva così al primo posto nell’indagine del ‘Social Index Turismo‘ pubblicato dall’Osservatorio Digitale Srl, centro di ricerca sulle dinamiche digitali in ambito pubblico e territoriale, a cui segue la Provincia Autonoma di Trento (66 punti) e l’Abruzzo (64).
L’analisi è stato svolta prendendo in considerazione i primi 5 mesi dell’anno, da gennaio a maggio 2025, e rappresenta un utile strumento per individuare le zone del Paese che si distinguono per una strategia organica presentando al meglio i propri paesaggi, gli eventi e l’identità locale.
In particolare, a livello di singoli social, il Friuli Venezia Giulia primeggia su LinkedIn e Tik Tok, rispettivamente seguito da 13 mila e 149 mila followers. Tali piattaforme sono utilizzate al meglio in FVG, la prima come canale di brand reputation istituzionale e turismo business-oriented, la seconda come pozzo di video brevi e coinvolgenti sul turismo esperienziale, dai contenuti autentici rivolti ad un pubblico giovane.
‘Il Social Index Turismo ci restituisce elementi qualitativi fondamentali: l’engagement medio per post, che vede protagonisti territori come la Liguria, il Friuli e il Lazio, racconta molto più del semplice numero di follower – spiega il fondatore dell’Osservatorio Digitale Sandro Giorgetti – Ci dice quanto le persone partecipano, reagiscono e si riconoscono nel racconto identitario delle proprie Regioni. Particolarmente interessante è la differenziazione per canali: su Facebook primeggia Bolzano, su Instagram spicca Trento, su YouTube e TikTok si consolidano esperienze evolute di videostrategy, mentre Friuli Venezia Giulia è oggi un benchmark nazionale su LinkedIn, per capacità di parlare a stakeholder e investitori”.
Giorgetti conclude affermando che l’Osservatorio “continuerà a offrire strumenti di misurazione oggettiva e scenari di analisi comparata, affinché il digitale non sia solo un luogo di presenza, ma uno spazio strategico per la reputazione pubblica e la crescita dei territori“.
[e.s.]


