Overshoot Day Italia. Il pianeta a rischio dai consumi eccessivi

08.05.2025 – 10:57 – Per soddisfare i bisogni della popolazione mondiale ci vorrebbero 1,7 pianeti ed è per questo che l’umanità da anni vive “in debito”. Ma questa è solo una media globale perché i Paesi del mondo non hanno tutti la stessa disponibilità di risorse: ad esempio Francia e Austria hanno circa 3 ettari globali per abitante mentre Svizzera e Italia hanno circa un ettaro per persona. Proprio per questo, il 6 maggio c’è stato l’Overshoot Day Italia, una giornata che ha segnato simbolicamente l’esaurimento delle risorse naturali del Pianeta se tutta l’umanità consumasse come noi italiani. A comunicarlo il Country Overshoot Day, che ogni anno calcola e segna tale data per ogni specifico Paese. Questo, dunque, significa che avremmo già iniziato a consumare il “budget” naturale previsto per il 2026 dopo poco più di 4 mesi dall’inizio dell’anno, danneggiando di conseguenza anche gli ecosistemi.

Secondo una ricerca pubblicata su Nature a fine 2024, è il 10% della popolazione più ricca ad essere responsabile del 43% delle emissioni globali di carbonio, del 18,5% del consumo di acqua dolce e per oltre il 25% dell’immissione di azoto e fosforo. All’opposto, il 10% della popolazione più povera contribuisce per circa meno del 5% agli stessi indicatori. Ad esercitare la pressione maggiore, dunque, è sempre la fascia più agiata dei consumatori, che con i loro stili di vita stanno mettendo a rischio la sicurezza ecologica del Pianeta, provocando il superamento dei limiti planetari, come il cambiamento climatico, la perdita di integrità della biosfera e il mutamento nell’uso del suolo.

Anche i consumi alimentari, in particolare di origine animale, hanno un impatto enorme su cicli di azoto e fosforo, consumo di acqua dolce e perdita della biodiversità. Basterebbe che il 20% dei consumatori più ricchi a livello mondiale adottasse modelli di consumo a minori impatti ambientali per ridurre fino al 53% la pressione ambientale, abbastanza da riportare il cambiamento del sistema terrestre e l’integrità della biosfera entro i rispettivi limiti planetari. Lo studio evidenzia, quindi, come non è il consumo in sé ad essere un problema, ma come e quanto.

Si inserisce in questo contesto il WWF, che lancia un allarme generale al fine di spingere le persone ad abbandonare il consumo eccessivo verso modelli più equi e sostenibili, per rientrare nei confini planetari e garantire un futuro vivibile a tutti. Eva Alessi, Responsabile Sostenibilità del WWF Italia spiega: “Esaurire le risorse ecosistemiche di un anno è come spendere più di quanto si guadagna. L’impronta ecologica è il denaro che spendi: ogni attività – mangiare, usare energia, costruire, viaggiare – consuma risorse naturali, proprio come se prelevassi dal tuo conto in banca. La biocapacità è il tuo stipendio annuale: rappresenta le risorse che la Terra è in grado di rigenerare in un anno. Se spendi meno di quanto guadagni, sei in equilibrio. Ma se le spese superano le entrate, entri in deficit. Lo stesso vale per il Pianeta: se consumiamo più risorse di quelle che la Terra può rigenerare, attingiamo alle riserve future, proprio come chi si indebita per coprire le spese eccessive. Spetta dunque a noi stessi il compito di invertire la rotta e abbandonare stili di consumo che ignorano il senso del limite”.

Questa tendenza si può ancora modificare, ma il tempo per agire si sta riducendo. Diventa fondamentale un impegno concreto da parte di istituzioni, aziende e cittadini che possano agire nel miglioramento dell’efficienza energetica e nella riduzione degli sprechi, ma anche con una maggiore tutela degli habitat e della biodiversità. Cambiare il nostro rapporto con le risorse del pianeta è possibile e sta a noi scegliere di farlo per un futuro vivibile.

[m.c.]

Ultime notizie

Dello stesso autore