10.05.2025 – 13.11 – Un mondo senza iPhone o Google? Fino a pochissimi anni fa sembrava un’opzione quasi impossibile, ma ad oggi risulta essere un’eventualità più che concreta. Una probabilità messa in luce in questi giorni anche dal vice presidente senior Eddy Cue, durante il processo antitrust contro Alphabet-Google ancora in corso: “Potremmo non aver più bisogno di un iPhone. Sembra folle, ma è il futuro”. Ebbene sì, perché a cambiare le carte in tavola sarebbe la new entry del mondo digital, ossia l’intelligenza artificiale (o IA, per chi se ne intende), che ad oggi si sta rivelando come uno dei principali moti di rivoluzione in quello che un cambiamento di tipo radicale nel mondo delle ricerche online.
A essere rivisto dalla nota azienda di big tech statunitense sarebbe proprio Safari, il noto browser predefinito su modelli iPhone, iPad e Mac, che potrebbe presto implementare motori di ricerca AI-native, come ChatGPT, Perplexity o Anthrophic. Una scelta che porrebbe fine all’accordo intrapreso nel 2022 di 20 miliardi di dollari tra Apple e Google, fino ad ora il motore di ricerca di default. E gli effetti collaterali di questa nuova ‘terapia rivoluzionaria’ nel mondo digital si sono già fatti sentire in Borsa: la casa madre di Google ha perso il 7,5 per cento in un solo giorno. Le certezze vacillano e il monopolio delle ricerche online potrebbe avere i giorni contati.
Ma cosa cambierebbe per noi? Il confronto Apple-Google, per quanto sembri del tutto lontano da realtà come quella triestina, riflette quella che è la realtà del nostro futuro (e anche presente) digitale quotidiano. Basta pensare a agli utenti, soprattutto i giovanissimi, che usano l’IA per studiare, lavorare, cercare informazioni, organizzare viaggi, e molto altro ancora. Ad oggi la dominante Google non è stata ancora scavlcata da nessun concorrente, ma strumenti come Perplexity AI o ChatGPT sono già in grado di offrire risposte più rapide, sintetiche e soprattutto conversazionali, avvicinandoci sempre di più ad un esperienza simile a quella di un vero e proprio dialogo umano ed interattivo.
La vera domanda è: come accederemo alle nostre informazioni? chi le filtra? quanto conterà la nostra attenzione sulle scelte fatte online? Non si tratta solo di evoluzione tecnologica o giochi di borsa e strategie di marketing: è un cambio culturale. La sfida per la supremazia nella ‘ricerca del futuro’ è appena cominciata, e riguarda tutti: dai semplici telefoni in tasca a tutti quegli strumenti che, prima o poi, utilizzeremo per orientarci, imparare e soprattutto, scegliere da che parte stare.
[n.m]


