24.05.2025 – 9:43 – Non sempre i soliti alberghi: negli ultimi si sta preferendo una nuova sistemazione quando si va in vacanza, i Bed and Breakfast. Molti privati si lanciano nel settore mettendo sul mercato la propria casa di campagna, o l’appartamento di città, per la nuova formula degli ‘affitti brevi’. L’applicazione più famosa, AirBnB, ha scelto la formula vincente con tariffe basse, comunicazione diretta con il proprietario, ampia scelta e affidabilità delle immagine e recensioni. Ovunque sono spuntati nuovi B&B ad uso turistico, creando non pochi problemi ai residenti di una città che si sta ‘vendendo ai turisti’: davanti a un tessuto sociale in cambiamento, vediamo nelle città italiane scritte come ‘Tourists go home’.
Perché certamente, se il turismo fa circolare profitto nel terzo settore, allo stesso tempo l’aumento incontrollato di case vacanze provoca un terremoto nelle agenzie immobiliari: aumento dei prezzi al metro quadro, aumento degli affitti, spesso (troppo) brevi, diminuzione degli alloggi disponibili… L’aumento degli affitti brevi è certamente una risposta all’onda dell’overturism. Nonostante a Trieste non si veda lo stesso impatto che riscontrano altre città italiane, ci sono comunque dei segnali da non sottovalutare: aumento delle crociere in porto, affollamento in Centro… L’aspetto più impattante? Come si diceva prima, vengono tolti dal mercato alloggi potenzialmente acquistabili o affittabili dai giovani e dalle famiglie, per essere adibiti a turisti che visitano Trieste per qualche giorno, o, in alcune zone della città, per tutta l’estate.
Dobbiamo considerare che solo recentemente strutture come i B&B sono state regolamentate. Esemplare è stata la campagna Alta Tensione Abitativa che ha raggiunto anche Trieste nel 2023 ed è entrata in Consiglio Comunale. L’obiettivo? Una proposta di legge per porre un freno alla deregolamentazione del modello AirBnB. Durante il 2024 il Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica ha coinvolto anche la Polizia Locale di Trieste per effettuare dei controlli straordinari per contrastare l’abusivismo. Tra le violazioni accertate, emergono strutture dagli spazi troppo piccoli rispetto a quelli pubblicizzati, alloggi non dichiarati e tassa di soggiorno versata solo parzialmente, o non versata proprio. Con l’inizio del 2025 è scattato l’obbligo del possesso del CIN (Codice Identificativo Nazionale) per tutte le strutture ricettive turistiche e immobili soggetti ad affitti brevi. Nei diversi siti e annunci si contano più di 4.000 case vacanza per turisti (registrate ufficialmente, si stimano qualche migliaio di strutture non regolari) esclusi alberghi, pensioni e campeggi. Di queste, il 44 per centro è sprovvista di CIN, percentuale più alta in Regione.
[a.c.]


