7 donne su 10 hanno paura di tornare a casa la sera. Trieste quartultima per reati denunciati

16.05.2025 – 11:51 – Essere liberi di vivere la propria giornata senza preoccupazioni dovrebbe essere la normalità nella quotidianità delle persone, eppure, uscire di casa anche solo per una passeggiata è diventato un atto che genera ansia, soprattutto per molte donne. La sicurezza dovrebbe essere una componente essenziale nella vita degli italiani, tuttavia il 38,1% ha rinunciato almeno una volta ad uscire per paura che gli capitasse qualcosa di pericoloso. Le donne, in particolare, sono più spaventate degli uomini e a legittimarlo sono tutta una serie di reati, declinati al femminile, attualmente in crescita. Come riportato nel rapporto Univ-Censis, infatti, è sentimento comune il timore di essere vittima di qualche evento pericoloso ed è facilmente comprensibile dal momento che molte delle violenze, ad esempio quelle sessuali, sono aumentate negli ultimi 5 anni. La limitazione delle libertà individuali ne è forse la conseguenza peggiore: la costante preoccupazione arriva a condizionare persino le scelte quotidiane.

Quasi 7 donne su 10 hanno paura a rientrare a casa la sera e questo non è un caso. Il pericolo nelle città è reale: 1 donna su 4 ha subito almeno una molestia sessuale, senza escludere che il 29,5% è stata seguita da uno sconosciuto. Guardarsi le spalle, cambiare strada o fingere una telefonata sono diventati, ormai, gesti automatici per milioni di donne che si sentono insicure quando escono di casa e che cercano di non diventare il bersaglio di qualcuno. La crescita delle violenze sessuali, 6.587 nel 2024, è solo un esempio di quanto il corpo femminile continui ad essere nel mirino e di quanto la paura non sia un’ipotesi, ma una realtà.

I dati raccolti sono, dunque, sconcertanti ed evidenziano come girare per strada sia diventato, al giorno d’oggi, più pericoloso, soprattutto se di notte. Essere inseguiti da uno sconosciuto, subire molestie sessuali, essere borseggiati o trovarsi coinvolti in qualche rissa o aggressione sono solo alcuni degli eventi più frequenti e che avrebbero potuto sfociare in qualcosa di più pericoloso. Gioca un ruolo fondamentale in questo contesto la sicurezza, elemento essenziale che secondo il 73,3% degli italiani dovrebbe essere ampliato. A prendere forma è anche un riconoscimento sempre più diffuso del ruolo della sicurezza privata, considerata indispensabile nel garantire, anche silenziosamente assistenza e presenza nei luoghi di passaggio.

A richiedere un intervento maggiore da parte delle autorità sono, in particolare, Roma, Milano, Napoli e Torino, metropoli che attualmente si trovano in vetta alla classifica per reati denunciati. Per quanto riguarda Trieste, invece, la città si posiziona quartultima seguita da Massa-Carrara, Udine e Grosseto.

Nonostante negli ultimi anni si sia visto un aumento di denunce per maltrattamenti, stalking e revenge porn, Trieste ha perseguito in tale ambito anche diversi obiettivi come “Sicurezzavera”, progetto realizzato in collaborazione tra la Polizia di Stato e la FIPE per sensibilizzare la popolazione in merito all’annosa questione della violenza contro le donne e “Una casa per le Donne”, sportelli informativi e multidisciplinari attivi ormai dal 2019. Il 7 marzo 2025 è stato, inoltre, rinnovato il protocollo di intesa “Zeus” tra la Questura e l’Associazione InterPares, con il fine di contrastare la violenza di genere.

La strada da fare per garantire sicurezza è sicuramente ancora lunga, ma attraverso la realizzazione di questi piccoli grandi progetti e le attività di contrasto sarà forse possibile scorgere un futuro senza paure.

[m.c.]

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